Agevolazioni per genitori con figli DSA, quali sono e come ottenerle

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Nina Komadina

December 2, 2022

Agevolazioni per genitori con figli DSA

Figli a carico con DSA: quali agevolazioni?

Chi ha uno o più figli con DSA a carico lo sa bene: sostenerli nel loro percorso educativo oltre che nella vita quotidiana rappresenta spesso una sfida economica importante. Visto che costruire l’esperienza didattica di uno studente con DSA può richiedere spese più impegnative rispetto alla norma, lo Stato italiano prevede alcune agevolazioni per i genitori con figli DSA: benefici fiscali, sostegni economici e misure che aiutano a conciliare lavoro e famiglia.

Un papà e sua figlia seduti davanti a una specialista che mostra loro dei documenti durante un colloquio
Il sistema italiano cerca di agevolare le famiglie di studenti con DSA tramite misure sia economiche che non.

Accanto alle agevolazioni economiche, sono previste anche delle misure non economiche che permettono ai genitori di dedicare ai figli il giusto tempo in un percorso educativo che richiede attenzioni particolari. Ma quali sono esattamente? E da chi possono essere richieste?

In questo articolo vedremo:

  • il quadro generale delle agevolazioni esistenti;
  • la detrazione del 19% nella dichiarazione dei redditi per gli strumenti compensativi;
  • l’indennità di frequenza dell’INPS, con i requisiti e la procedura per richiederla;
  • le agevolazioni sul lavoro previste dalla legge 170 del 2010.

Il quadro generale delle agevolazioni esistenti

Prima di passare ad elencare ognuna delle agevolazioni esistenti per i genitori con a carico figli con DSA, è necessario avere il quadro generale in cui esse sono inserite. Innanzitutto, esse possono essere sia nazionali che locali e/o regionali: per questo, oltre alle informazioni che trovi qui, è bene consultare anche i portali della propria Regione e del proprio Comune per scoprire eventuali bandi e iniziative autonome.

Un altro elemento da tenere in considerazione è che il supporto per le famiglie degli studenti con DSA non si ferma esclusivamente al carattere economico, ma può assumere anche forme diverse e non pecuniarie. Ad esempio, in alcuni casi i genitori vengono agevolati nella gestione del proprio lavoro. Le necessità dei bambini e dei ragazzi con DSA, infatti, sono molto varie: si va dall’acquisto di dispositivi elettronici o materiale personalizzato fino al bisogno di essere seguiti più da vicino.

Le detrazioni nella dichiarazione dei redditi

Partendo dall’aspetto economico, la principale agevolazione fiscale è la detrazione del 19% nella dichiarazione dei redditi delle spese per strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici previsti dalla legge 170 del 2010, acquistati in relazione al DSA diagnosticato. La detrazione è stata introdotta nel Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205 (articolo 1, commi 665–667) e si applica alle spese sostenute dal 2018. Le visite specialistiche, come quelle per la diagnosi, rientrano invece tra le normali spese sanitarie detraibili. Per ottenere la detrazione sugli strumenti compensativi è necessario conservare:

  1. la fattura o lo scontrino parlante della spesa sostenuta;
  2. il certificato di diagnosi del DSA del figlio;
  3. un certificato medico che attesti il collegamento funzionale tra gli acquisti e il tipo di DSA diagnosticato.

Come per la maggior parte delle spese detraibili al 19%, in generale è richiesto anche che il pagamento sia effettuato con strumenti tracciabili (carta, bancomat, bonifico).

Mani di una persona che fa i conti con una calcolatrice tra ricevute e documenti, davanti a un computer portatile
La detrazione del 19% riguarda le spese per strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici legati al DSA diagnosticato.

La detrazione vale per le spese sostenute per figli con diagnosi di DSA fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado, anche dopo il raggiungimento della maggiore età. Le spese interessate possono essere di diverso tipo:

  • Programmi elettronici (in altre parole software) che facilitano scrittura e lettura oppure la creazione di mappe concettuali: per esempio Algor Education, che trasforma testi, PDF e foto degli appunti in mappe concettuali, riassunti e panoramiche audio da ascoltare, sempre che il certificato medico ne attesti l’utilità in relazione al disturbo;
  • Programmi e apparecchiature che facilitano la comunicazione dello studente, così come la traduzione grafica dei suoi pensieri e la fruibilità di informazioni o materiale culturale, compresi gli strumenti che aiutano l’apprendimento delle lingue straniere;
  • Libri cartacei e digitali (e-book) pensati per studenti con DSA, formulari e, per gli studenti con discalculia, anche le calcolatrici;
  • Strumenti di sintesi vocale o di registrazione, che riducono il carico di scrittura in aula o di lettura durante lo studio.

L’indennità di frequenza

Altro tipo di agevolazione economica, l’indennità di frequenza è regolata dalla legge n. 289 del 1990 e consiste in un contributo mensile erogato dall’INPS, il cui importo viene aggiornato ogni anno ed è pari a quello dell’assegno mensile per gli invalidi civili parziali. Spetta per i mesi in cui il figlio frequenta la scuola (di ogni ordine e grado, a partire dalla scuola dell’infanzia) oppure centri di terapia, riabilitazione o formazione professionale, per tutta la durata del corso o del trattamento. Si rivolge ai minorenni a cui la commissione medica riconosce difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età, condizione che può riguardare, a seconda dei casi, bambini e ragazzi con:

Questo sussidio è pensato per aiutare le famiglie a sostenere le spese di supporto specialistico, come l’assunzione di un tutor dell’apprendimento o il pagamento di terapie specifiche, ad esempio logopediche.

Una persona impila delle monete accanto a un barattolo di vetro pieno di spiccioli, simbolo di un contributo economico
Il secondo sussidio è un contributo mensile erogato dall’INPS, che si richiede online anche con l’aiuto di un patronato.

Come richiedere l’indennità di frequenza

La richiesta dell’indennità di frequenza segue alcuni passaggi ben definiti:

  1. Ci si rivolge a un medico certificatore abilitato (spesso il pediatra o il medico di base), che compila e invia online all’INPS il certificato medico introduttivo, allegando o indicando la certificazione del DSA e gli eventuali altri documenti clinici;
  2. Il medico consegna al genitore la ricevuta con il numero del certificato;
  3. Entro 90 giorni dal rilascio del certificato, il genitore presenta la domanda all’INPS: online con le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS) oppure tramite un patronato o un’associazione di categoria;
  4. L’INPS invia una lettera di convocazione per la visita davanti alla commissione medica, che valuta il caso specifico del bambino o del ragazzo;
  5. Se la commissione riconosce i requisiti, l’indennità viene riconosciuta e pagata dall’INPS.

La procedura completa va svolta una volta sola; in seguito, per continuare a ricevere l’indennità, bisogna attestare all’INPS la frequenza scolastica o dei trattamenti secondo le modalità indicate dall’Istituto. Tieni presente che la riforma della disabilità (decreto legislativo 62 del 2024) sta introducendo gradualmente una nuova procedura di valutazione: prima di iniziare, verifica sul sito dell’INPS le regole valide nella tua provincia.

I limiti dell’indennità di frequenza

Bisogna però fare attenzione, perché la misura presenta alcuni limiti: oltre a essere minorenne, lo studente deve essere residente in Italia ed essere cittadino italiano o dell’Unione europea, oppure titolare di un regolare permesso di soggiorno. In aggiunta, il reddito personale del minore deve restare sotto una soglia massima aggiornata ogni anno dall’INPS. L’indennità, inoltre, non è cumulabile con l’indennità di accompagnamento. Il certificato medico introduttivo può avere un costo, variabile a seconda del medico, mentre l’assistenza dei patronati per la domanda è generalmente gratuita.

Inoltre, la semplice diagnosi di DSA non è di per sé sufficiente per ottenere l’indennità di frequenza. L’accertamento effettuato dall’INPS serve infatti a verificare che lo studente sia concretamente penalizzato nello svolgimento delle attività scolastiche, sia autonome (come i compiti a casa) sia a scuola. Ciò viene sottolineato nella legge di riferimento, che parla di “difficoltà persistenti” rispetto a quanto atteso per l’età dello studente.

Agevolazioni sul lavoro

Oltre alle agevolazioni economiche, i genitori di studenti con DSA possono usufruire anche di alcune misure pensate per conciliare al meglio l’ambito lavorativo con le necessità specifiche dei figli. In particolare, i familiari fino al primo grado hanno diritto a orari di lavoro flessibili, a patto che siano direttamente impegnati nell’assistenza alle attività scolastiche a casa del figlio, al di fuori dell’orario scolastico.

Una mamma lavora al computer portatile mentre la figlia, seduta sul tavolo accanto a lei, guarda lo schermo
L’agevolazione degli orari di lavoro flessibili è pensata per garantire agli studenti con DSA di essere seguiti adeguatamente anche dalle figure genitoriali.

Questa misura è stata introdotta dall’articolo 6 della legge n. 170 del 2010 ed è rivolta ai genitori degli studenti del primo ciclo di istruzione, cioè fino all’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado. Le modalità concrete per esercitare questo diritto sono stabilite dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) del proprio settore: conviene quindi controllare il proprio contratto o chiedere all’ufficio del personale.

Se al figlio è riconosciuta anche una disabilità in situazione di gravità ai sensi della legge 104 del 1992, i genitori lavoratori possono accedere ai permessi previsti da quella legge; la sola diagnosi di DSA, però, non dà diritto a questi permessi.

Oltre alle agevolazioni: il supporto a scuola e nello studio

Le agevolazioni per i genitori sono solo una parte del sostegno previsto per gli studenti con DSA. A scuola, le linee guida allegate al Decreto Ministeriale 5669 del 2011 descrivono come applicare strumenti compensativi e misure dispensative, che vengono messi nero su bianco nel Piano Didattico Personalizzato (PDP). E dopo il diploma esistono specifiche agevolazioni per gli universitari con DSA.

Anche a casa gli strumenti giusti fanno la differenza: con Algor, per esempio, puoi trasformare un capitolo del libro o gli appunti di tuo figlio in mappe concettuali pensate per i DSA, riassunti in linguaggio semplice o audio da ascoltare invece di leggere. E per la lettura a schermo c’è anche un font ad alta leggibilità pensato per la dislessia.

Articolo di Nina Komadina, content creator.

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