Misure dispensative per i DSA

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Nina Komadina

November 14, 2022

Misure dispensative

Uno sguardo da vicino alle misure dispensative per DSA

Spesso le misure dispensative vengono inserite in quadri (e articoli) più generici che comprendono anche gli altri mezzi formativi pensati per gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Il quadro d’insieme è utile, ma è altrettanto centrale conoscere da vicino le misure dispensative per DSA: cosa sono, quali sono e come si scelgono.

Le domande che sorgono agli insegnanti quando redigono il Piano Didattico Personalizzato (PDP) sono infatti tante e vanno affrontate per offrire a ogni alunno un’esperienza educativa su misura. Quali sono le misure dispensative più adatte a un certo studente? Quanta libertà c’è nella loro scelta e nella loro modifica? La scuola è l’unico attore ad avere voce in capitolo?

In questo articolo vedremo:

  • cosa sono le misure dispensative e da quali norme sono previste;
  • quali sono le misure dispensative generiche e quelle specifiche per ciascun disturbo;
  • la differenza tra misure dispensative e strumenti compensativi;
  • chi le stabilisce e perché è importante il dialogo tra scuola, famiglia e specialisti.
Zaino aperto con materiale scolastico colorato: matite, evidenziatori, righello, forbici e quaderno
Le misure dispensative (insieme agli strumenti compensativi) fanno parte di una strategia di inclusione degli studenti con DSA nel contesto scolastico.

Cosa sono le misure dispensative

Le misure dispensative sono previste dalla legge 170 del 2010 insieme agli strumenti compensativi; il successivo Decreto ministeriale 5669 del 2011, con le Linee guida allegate, ne ha precisato l’applicazione e ha indicato nel Piano Didattico Personalizzato (PDP) il documento in cui vanno messe per iscritto. Fanno parte di una rosa di strumenti pensati per garantire agli studenti con DSA un percorso educativo davvero funzionale e il meno ostacolato possibile.

Come indica il nome stesso, le misure dispensative consentono agli alunni che ne hanno bisogno di essere dispensati da alcune prestazioni in cui sono penalizzati dal disturbo specifico che hanno, senza che questo abbassi gli obiettivi di apprendimento. Al contrario di quello che alcuni pensano, non vanno interpretate come un vantaggio concesso ad alcuni studenti, ma come mezzi che servono a eliminare uno svantaggio.

Ma perché parliamo in modo ampio di “alunni che ne hanno bisogno”? Per gli studenti con una diagnosi di DSA la scuola è tenuta a prevedere nel PDP le misure dispensative necessarie. La Direttiva del 27 dicembre 2012 sui Bisogni Educativi Speciali (BES) ha poi permesso di estenderle anche ad altri studenti in difficoltà, su decisione del consiglio di classe. La ratio è includere ogni studente, garantendo di diritto un piano personalizzato a chi ha una certificazione.

Misure dispensative per DSA: quali sono?

Le misure dispensative sono molte e non esiste un elenco chiuso, anche perché vengono adattate alle caratteristiche del singolo alunno. Una loro caratteristica fondamentale è infatti la flessibilità: non solo possono essere aggiunte e tolte dal PDP quando serve, ma possono anche essere calibrate una per una in base al livello di difficoltà dell’alunno. Questa libertà consente un percorso educativo autonomo e personalizzato, pensato ad hoc.

Misure dispensative generiche

Alcune misure dispensative possono essere applicate a tutti i DSA, perché servono ad alleggerire il carico sullo studente. Tra le più comuni ci sono:

  • concedere tempi più lunghi per prove scritte e consegne, o ridurre le limitazioni di tempo;
  • evitare valutazioni a sorpresa e programmare le interrogazioni;
  • ridurre la mole del materiale di studio, dei quesiti nelle verifiche o dei compiti per casa, senza cambiare gli obiettivi.
Bambini sorridenti che studiano insieme a un banco con quaderni e matite
Alcune misure dispensative vengono scelte per sostenere gli studenti con DSA in base al loro specifico disturbo.

Misure dispensative specifiche

Esistono poi misure dispensative pensate appositamente per chi ha dislessia, disgrafia e disortografia. Tra queste:

  • privilegiare domande a scelta multipla o comunque a risposta chiusa;
  • evitare la lettura ad alta voce davanti alla classe e la scrittura sotto dettatura;
  • privilegiare le prove orali rispetto a quelle scritte, o compensare un compito scritto insufficiente con una prova orale;
  • consentire l’uso di un solo carattere (di solito lo stampatello maiuscolo) per prove scritte e compiti a casa;
  • esentare dalla “bella copia” e dal ricopiare dalla lavagna;
  • non valutare gli errori ortografici e la calligrafia;
  • nelle lingue straniere, privilegiare l’orale e, nei casi previsti dalla normativa, dispensare dalle prove scritte.

Per quanto riguarda invece la discalculia, il PDP può prevedere per esempio la dispensa da:

  • memorizzazione di formule e tabelline, che lo studente può consultare quando servono;
  • apprendimento mnemonico di concetti astratti e complessi;
  • calcolo a mente in tempi rapidi;
  • ricopiatura di testi ed esercizi lunghi o poco schematici, preferendo schede già impostate che aiutano lo studente a “compartimentare” i vari compiti e i passaggi necessari per svolgerli.

Misure dispensative o strumenti compensativi?

Le misure dispensative sono un classico esempio di concetto che diventa molto più chiaro se confrontato con il suo “contrario”: gli strumenti compensativi. Anche se si usano insieme e in modo complementare, nascono con obiettivi diversi. Il fine ultimo di entrambi, però, è lo stesso: dare vita a un’esperienza educativa ottimale per gli studenti con DSA, portandoli idealmente alla piena autonomia di apprendimento.

Da un lato, gli strumenti compensativi sono mezzi aggiuntivi che sostituiscono o facilitano la prestazione resa difficile dal disturbo, come la sintesi vocale, la calcolatrice, le mappe concettuali o le tabelle, e si usano sia durante lo studio sia durante le verifiche. Dall’altro, le misure dispensative lavorano “in sottrazione”: esentano lo studente da una prestazione o ne modificano le condizioni, per esempio con più tempo o meno esercizi, e riguardano soprattutto le attività in classe e la valutazione.

Oggi molti strumenti compensativi sono digitali: con Algor, per esempio, un capitolo del libro diventa un Set di studio con mappa concettuale, riassunto e panoramica audio, e il testo si può ascoltare con la funzione Ascolta o leggere con un font ad alta leggibilità pensato per la dislessia.

L’alunno al centro di un sistema di supporto

Nella vita scolastica, e in generale educativa, di uno studente gli attori con un ruolo centrale sono molti: non solo la scuola e i docenti, ma anche la famiglia, gli specialisti ed eventuali figure di supporto aggiuntive (come i tutor dell’apprendimento). Ognuna di queste parti può avere un ruolo importante nel costruire un percorso formativo positivo per l’alunno, sia sostenendolo ogni giorno sia partecipando alla stesura del PDP.

Studentesse sedute ai banchi durante una lezione in classe, con tablet e quaderni

Strumenti compensativi e misure dispensative vengono stabiliti nel PDP dal consiglio di classe (o dal team dei docenti alla primaria), tenendo conto della diagnosi e delle indicazioni degli specialisti, e condivisi con la famiglia, che firma il piano. Anche le altre figure citate possono proporne, ed è importante che tutti gli adulti di riferimento sappiano come usarli, per garantire continuità di apprendimento nei diversi ambienti che lo studente frequenta.

Nello specifico, la famiglia e gli specialisti sono spesso nella posizione migliore per capire se l’alunno trae davvero vantaggio dalle misure dispensative adottate. Diventa quindi cruciale un rapporto di comunicazione sincera tra adulti e studente, perché le scelte tengano davvero conto delle difficoltà che incontra, che hanno molto spesso un carattere fortemente soggettivo. Il PDP, del resto, si rivede ogni anno.

Articolo di Nina Komadina, content creator.

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Faq

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