Tutor DSA, chi è, cosa fa e come ci si diventa
Nina Komadina
October 23, 2022

Chi è il tutor dell’apprendimento?
Spesso è difficile orientarsi nel variegato mondo dei professionisti che si occupano di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), un po’ per il loro numero e un po’ perché se ne parla poco. In pochi sanno, infatti, che il percorso di formazione e di sostegno alla crescita degli alunni con DSA va ben oltre le ore passate sui banchi di scuola.
Tra scuola e famiglia si muove il tutor DSA, o tutor dell’apprendimento: una figura formata appositamente per facilitare lo sviluppo a 360° dei ragazzi seguiti, sia a scuola sia nello studio individuale.
In questo articolo vedremo chi è il tutor DSA, che cosa fa con gli studenti e con le famiglie, perché è così importante e come si diventa tutor dell’apprendimento.
La figura del tutor dell’apprendimento
I tutor dell’apprendimento non vanno confusi né con i volontari del doposcuola né con gli insegnanti: sono infatti figure professionali che hanno l’obiettivo di lavorare sulla formazione degli studenti con DSA sia dentro sia fuori dall’ambiente scolastico, di solito dopo che il disturbo è stato riconosciuto con una certificazione DSA. Il ruolo di accompagnatori a tutto tondo permette loro di dare agli alunni seguiti più solidità in fase di apprendimento, rendendo lo studio non solo personalizzato ma anche autonomo.
Il lavoro del tutor con gli studenti DSA
Il tutor dell’apprendimento si affianca a chi ha uno o più DSA e si offre come vero e proprio supporto attivo nell’affrontare le difficoltà che essi potrebbero incontrare in relazione al disturbo. In particolare, il lavoro fatto insieme da tutor e studente mira fin da subito a dare consapevolezza del proprio modo di apprendere, sperimentando strumenti e strategie diversi da quelli tradizionali.

Nella pratica, nei primi incontri il tutor affianca lo studente mentre svolge i compiti, così da farsi un quadro generale delle sue modalità di studio; solo in un secondo momento partecipa attivamente alla costruzione di un percorso personalizzato. Dopo aver stabilito un contatto personale con l’alunno, il tutor può procedere a impostare un lavoro strutturale per garantire che le sue lacune vengano colmate e le abilità potenziate.
Salta subito all’occhio il parallelismo tra questa finalità e la direzione presa dalla scuola italiana, soprattutto dopo la legge 170 del 2010 sui DSA: un’educazione all’insegna della personalizzazione e dell’autonomia nell’apprendimento. Per sostenere lo studente in questo percorso, a tratti in salita, il tutor fa in modo che metodo, strategie e conoscenze didattiche lavorino insieme per affrontare il DSA nel modo più adeguato.
Tra le strategie più usate ci sono gli strumenti visivi e uditivi, come le mappe concettuali per DSA e l’ascolto del testo. Anche la tecnologia può dare una mano: con Algor, per esempio, tutor e studenti possono trasformare gli appunti o le pagine del libro in una guida di studio con mappa concettuale, riassunto e sintesi audio da ascoltare invece di leggere, indicando già in fase di creazione che il materiale è per uno studente con dislessia, così che linguaggio e spiegazioni si adattino. La mappa si può poi personalizzare con colori, immagini e un font ad alta leggibilità pensato per la dislessia.

In aggiunta, i tutor sono fondamentali nel supportare la sfera emotiva degli studenti con DSA, che spesso si trovano ad affrontare anche degli ostacoli extra-didattici legati al senso di frustrazione che può accompagnarsi allo studio. La presenza di un esperto al fianco dell’alunno può aiutarlo a comprendere ed elaborare le difficoltà sia didattiche sia relazionali, anche nello spiacevole caso in cui si verifichino forme di discriminazione in classe.
I tutor tra famiglia, esperti e scuola
Essendo un punto di riferimento trasversale, il tutor ha diverse funzioni che lo fanno entrare direttamente in contatto sia con la scuola che con la famiglia dell’alunno affiancato. In particolare, di solito si muove su tre fronti principali:
- Costruisce con lo studente un piano di studio individuale (metodo, tempi, strumenti), davvero su misura delle sue necessità specifiche;
- Su richiesta della famiglia, può visionare il Piano Didattico Personalizzato (PDP), che viene redatto dal consiglio di classe insieme alla famiglia, e suggerire miglioramenti o modifiche in base alla sua esperienza con l’alunno;
- Affianca la famiglia nei colloqui con gli insegnanti, in modo che il quadro sia davvero completo e tenga conto dell’esperienza scolastica dell’alunno a tutto tondo.
Perché la figura del tutor è importante?
Le figure professionali legate al mondo dei DSA sono molte, ma quella del tutor dell’apprendimento è probabilmente tra le più utili nella vita di tutti i giorni. Facendo da ponte tra l’ambito scolastico e quello familiare, il tutor è infatti un collante fondamentale che garantisce continuità all’esperienza formativa dello studente. Ma come fanno queste figure a garantire un migliore percorso educativo?
Grazie alla loro formazione, i tutor DSA possono dare agli insegnanti un feedback sull’utilità delle misure dispensative e degli strumenti compensativi previsti per il singolo alunno. Hanno infatti la preparazione per comprendere il quadro didattico dello studente, ma non rappresentano un’autorità giudicante: questa natura ibrida li rende un alleato fondamentale nella crescita di ogni persona con bisogni educativi speciali.
Il percorso dei tutor dell’apprendimento
I tutor dell’apprendimento sono dunque figure cruciali nella crescita degli alunni e proprio per questo necessitano di una formazione specifica per le loro funzioni. In base al percorso seguito, il titolo può essere anche quello di tecnico dell’apprendimento, con funzioni del tutto sovrapponibili.
Come diventare tutor DSA riconosciuti
Ci sono molti corsi che offrono la formazione per diventare tutor dell’apprendimento, sia online sia in presenza. Il tutor DSA non è una professione regolamentata da un albo: proprio per questo, se volete lavorare in questo campo, è importante accertarvi che il percorso scelto sia serio e riconosciuto, per esempio perché proposto da un’università, da un’associazione di settore o da un ente accreditato presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito per la formazione dei docenti, così che sia spendibile anche in ambito scolastico e non solo privato.

Spesso viene richiesto un punto di partenza per partecipare ai corsi di formazione, soprattutto quando accreditati, che può variare da una laurea all’essere già professionisti del mondo dell’educazione – in qualità di docenti, operatori sociali o educatori. Se invece volete acquisire le competenze dei tutor DSA senza diventare professionisti, sappiate che i corsi di formazione sono spesso aperti anche a genitori e familiari.
C’è poi da sottolineare che molti di questi corsi, se erogati da enti accreditati, si possono acquistare anche con la carta del docente, perché rappresentano un’opportunità formativa utile a qualunque insegnante. Essere infatti in grado di approcciarsi nel modo corretto agli studenti con DSA significa offrire una qualità d’insegnamento nettamente superiore, in grado di comprendere le specificità di ogni alunno e di creare un ambiente classe che valorizzi ogni individuo.
Articolo di Nina Komadina, content creator.
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