La legge 170 del 2010 in sintesi
Nina Komadina
October 10, 2022

La legge 170 del 2010: il punto di partenza per parlare di DSA
In termini normativi, il primo punto di riferimento quando si parla di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) è la legge 170 del 2010, “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”. Segnando un momento storico per l’istruzione italiana, sempre più orientata all’inclusività e alla personalizzazione, la legge ha definito per la prima volta un quadro nazionale per il percorso scolastico e universitario degli studenti con DSA, che negli anni successivi è stato esteso anche agli altri bisogni educativi speciali.
Conoscere la legge 170/2010 è dunque indispensabile per un insegnamento che non escluda nessun alunno né nessuna specificità: uno strumento centrale per i docenti, ma fondamentale anche per gli studenti e le loro famiglie, che ne sperimentano in prima persona gli effetti.
In questo articolo vedremo:
- quanto sono aumentati gli studenti con DSA dal 2010 a oggi;
- le finalità della legge 170 del 2010;
- cosa prevede in pratica: PDP, strumenti compensativi e misure dispensative;
- come si è evoluto l’ambito con la linea guida dell’Istituto Superiore di Sanità del 2022.
L’aumento degli studenti con DSA dal 2010 ad oggi
Oggi più che mai è importante per gli insegnanti sapere come affrontare i DSA, mettendo da parte i pregiudizi e partendo da quanto disposto dalla legge 170 per accompagnare gli alunni nel modo appropriato. Questa linea, improntata alla valorizzazione del singolo e alla cosiddetta “didattica inclusiva”, è d’altro canto il fil rouge che collega le scuole di tutta Italia.

Ma perché è così importante? Dal riconoscimento dei DSA a livello normativo, i dati parlano chiaro: c’è stato un aumento significativo delle diagnosi. Se nel 2011 gli studenti con DSA rappresentavano lo 0,9% del totale, nell’anno scolastico 2018/2019 erano arrivati al 4,9%, cioè più di cinque volte tanto (dati del Ministero dell’Istruzione).
Le cause dell’incremento possono essere diverse, a partire da una maggiore capacità di riconoscere i disturbi, ma è chiaro che le cifre attuali richiedono un corpo docente preparato ad affrontarle adeguatamente. In altre parole, il sistema scolastico italiano non potrebbe dirsi efficiente senza offrire il miglior servizio educativo a studenti con necessità anche molto diverse tra loro.
Le finalità della legge 170 del 2010
Riconoscendo per la prima volta dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia come DSA, la legge 170 ha voluto garantire concretamente il diritto allo studio già previsto in generale dalla nostra Costituzione (art. 34). In questo modo è stata riconosciuta ufficialmente la situazione di migliaia di studenti in tutto il Paese, che fino ad allora rischiavano di ricevere un trattamento non adatto alle proprie specificità.
Tra le finalità indicate dalla legge ci sono: favorire il successo scolastico degli studenti con DSA, ridurne i disagi relazionali ed emotivi, garantire forme di verifica e valutazione adeguate, formare e sensibilizzare insegnanti e genitori, favorire la diagnosi precoce e assicurare pari opportunità anche nella vita sociale e professionale. La legge non riguarda solo la scuola: le stesse tutele valgono durante gli esami di Stato, per l’ammissione all’università e per gli esami universitari (qui trovi le agevolazioni per gli universitari con DSA), mentre ai genitori di studenti del primo ciclo la legge riconosce la possibilità di usufruire di orari di lavoro flessibili (ne parliamo nell’articolo sulle agevolazioni per i genitori con figli DSA).
L’importanza di quel momento spazia dalla regolamentazione della didattica per i DSA alla nascita di un vero e proprio filone educativo basato sulla personalizzazione dell’esperienza a tutto tondo, che cerca di valorizzare l’individuo pur mantenendo le basi meritocratiche del nostro ordinamento. Non a caso il 2010 rappresenta ancora oggi il “giro di boa” dell’educazione inclusiva italiana.
La legge 170 del 2010 in pratica
Nel nominare per la prima volta a livello ufficiale i DSA, la legge 170 ha anche previsto interventi specifici per affrontarli, poi precisati dal decreto ministeriale del 12 luglio 2011 e dalle relative Linee guida. Si possono riassumere in tre macrocategorie: il Piano Didattico Personalizzato (PDP), gli strumenti compensativi e le misure dispensative.
Il Piano Didattico Personalizzato
Per fare in modo che l’esperienza educativa sia davvero cucita attorno alle necessità dello studente, in presenza di una diagnosi di DSA la scuola è tenuta a redigere un Piano Didattico Personalizzato, seguendo le Linee guida del 2011. Il PDP contiene i dati specifici dello studente e la strategia educativa che si intende applicare nel corso dell’anno scolastico: attività personalizzate, strumenti compensativi, misure dispensative e modalità di verifica e valutazione.

Il PDP, in base alle indicazioni ministeriali arrivate dopo la legge 170 (la direttiva del 27 dicembre 2012 sui BES e la successiva circolare n. 8 del 2013), può essere redatto anche per gli studenti con altri BES, anche se in questi casi non è obbligatorio. Si distingue invece dal PEI, il Piano Educativo Individualizzato previsto per gli studenti con disabilità certificata. In ogni caso, deve sempre comprendere una panoramica delle attività personalizzate e degli strumenti da impiegare per il singolo studente.
Gli strumenti compensativi e le misure dispensative
Strumenti compensativi e misure dispensative sono i mezzi che la scuola mette a disposizione degli alunni con DSA per evitare che siano penalizzati dalla loro situazione di partenza. Al di là dei dettagli che puoi trovare nel nostro articolo dedicato agli strumenti compensativi, è importante ricordare che non creano una corsia preferenziale, ma garantiscono a tutta la classe le stesse premesse di studio e valutazione.
In breve, da un lato gli strumenti compensativi servono a rendere l’esperienza di studio sensibilmente migliore e soprattutto autonoma anche in presenza di un DSA; dall’altro, le misure dispensative “sollevano” lo studente da attività che, soprattutto in fase di valutazione, potrebbero penalizzarlo esclusivamente a causa del disturbo.
Tra gli strumenti compensativi si trovano oggi, grazie allo sviluppo delle tecnologie, anche diversi strumenti di intelligenza artificiale. È il caso delle mappe concettuali create in automatico a partire da un testo, ma anche della lettura vocale dei testi (o sintesi vocale): entrambi mezzi molto utili soprattutto per gli studenti con dislessia. Piattaforme come Algor Education offrono esattamente questo tipo di supporto a studenti con o senza DSA: dal materiale di studio creano una guida con mappa concettuale, riassunto e panoramica audio, con lo strumento Ascolta che legge il testo ad alta voce, e permettono di indicare per chi è il contenuto, per esempio uno studente con dislessia, così da adattare linguaggio e formato. Per chi ha la dislessia c’è anche un font ad alta leggibilità.
Un ambito in continua evoluzione: l’aggiornamento dell’ISS (2022)
Come evidenziato anche dai dati citati, i DSA non sono fenomeni statici. Per aggiornare le raccomandazioni cliniche della Consensus Conference del 2011, nel 2022 l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato una nuova linea guida sulla gestione dei DSA, che tiene conto anche dell’aumento di studenti bilingui e delle più recenti evidenze scientifiche in ambito di apprendimento.
Le nuove indicazioni non modificano la legge 170, che resta il riferimento normativo, ma aggiornano i criteri su cui si basano diagnosi e interventi, affrontando anche situazioni che nel 2010 erano poco studiate. Tra i temi trattati, una particolare attenzione è dedicata al disturbo di lettura, come sottolineato anche da AID, l’Associazione Italiana Dislessia.
Inserendosi nel solco di un percorso istituzionale già ben definito, la linea guida punta a migliorare la vita scolastica degli studenti con DSA fin dai primi anni di scuola. Uno dei suoi obiettivi è infatti favorire l’individuazione precoce delle difficoltà, così da avviare il prima possibile gli interventi di potenziamento e trattamento più adatti.
Articolo di Nina Komadina, content creator.
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