Quali sono le agevolazioni per universitari DSA
Nina Komadina
February 18, 2023

Le agevolazioni per studenti con DSA: il mondo universitario
Mentre il quadro delle agevolazioni per gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) è piuttosto chiaro quando si parla di scuola, nel mondo universitario le opportunità e le regole sulla personalizzazione del percorso di apprendimento sono molto meno definite. Capire quali sono le agevolazioni DSA all’università e come muoversi in ambito accademico è quindi importante per vivere la migliore esperienza formativa possibile, nonostante alcuni ostacoli ancora presenti.
In questo articolo vedremo:
- qual è il quadro normativo di riferimento per gli universitari con DSA;
- quali agevolazioni si possono richiedere all’università;
- come accedervi, passo dopo passo;
- perché la situazione è ancora migliorabile.
DSA e università: il quadro giuridico di riferimento
Chi convive con i DSA dall’inizio del proprio percorso scolastico sa bene che la legge di riferimento per eccellenza è la 170 del 2010. La normativa, che ha cambiato il mondo dell’educazione all’insegna dell’inclusività e della personalizzazione del percorso, sancisce il diritto a un’istruzione equa, cucita su misura per gli studenti con diagnosi.

La legge non si ferma alla scuola: riconosce esplicitamente gli stessi diritti anche negli studi universitari, e le Linee guida del 2011 che la accompagnano dedicano una parte proprio all’università. Come vi abbiamo già spiegato nell’articolo dedicato alla legge 170, a scuola questo si traduce in un Piano Didattico Personalizzato (PDP) per chi presenta una diagnosi, con i relativi strumenti compensativi e misure dispensative.
All’università, però, non esiste un documento equivalente al PDP né una procedura uguale per tutti. Sebbene gli atenei siano tenuti, per Costituzione e per legge, a garantire la piena parità tra studenti, in Italia manca ancora una regolamentazione organica e unitaria su come applicare queste tutele nel concreto. È per questa lacuna che oggi gli studenti con DSA vivono una forte diversificazione in base all’ateneo che frequentano, se non addirittura in base ai singoli docenti che incontrano.
Agevolazioni per DSA all’università: quali sono?
L’assenza di regole uniformi non significa che gli studenti universitari con DSA siano privi di diritti. Al contrario, la stessa legge 170 del 2010 garantisce loro, almeno sulla carta, un percorso personalizzato, che tenga conto delle peculiarità dei loro processi di apprendimento:
“Gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari.” (Legge 170/2010, art. 5, comma 1)
Sulla base di questa disposizione è possibile personalizzare la propria esperienza accademica, a partire dalle modalità d’esame. Se è vero che non sempre troverete docenti già preparati a venire incontro alle esigenze degli studenti con DSA, è altrettanto vero che, presentando la certificazione, potrete dialogare in prima persona con l’ateneo e con i professori per adattare il vostro percorso.

Le agevolazioni in ambito universitario possono essere richieste non solo durante il percorso di studi, ma anche per i test d’ingresso, dove i bandi prevedono di norma tempo aggiuntivo e alcuni strumenti ammessi. In genere sono di quattro tipi:
- Strumenti compensativi, in particolare materiale didattico personalizzato e uso di sintesi vocale, calcolatrice, formulari, mappe concettuali e così via;
- Misure dispensative, che possono andare dalla modifica delle modalità d’esame (per esempio un orale al posto di uno scritto) a una valutazione che non penalizzi gli errori ortografici;
- Assegnazione di un tutor universitario, che può aiutare lo studente (in modo simile al tutor DSA) nell’organizzazione dello studio e nella lettura delle prove scritte in sede d’esame;
- Riduzione o esenzione dalle tasse universitarie, parziale o totale, quando l’ateneo la prevede.
Tra gli strumenti compensativi, i materiali di studio in formato visivo o audio sono spesso i più utili. Con app per mappe concettuali pensate anche per i DSA come Algor Education, per esempio, si possono trasformare dispense, slide o registrazioni delle lezioni in un Set di studio con mappa concettuale, riassunto e sintesi audio: puoi ascoltare invece di leggere, e la mappa sostituisce i paragrafi lunghi con nodi brevi e collegati, che puoi leggere anche con un font ad alta leggibilità pensato per la dislessia. Ricordate però che l’uso di una mappa durante l’esame va sempre concordato prima con il docente o con il servizio di ateneo.
È importante ricordare che, mentre gli strumenti compensativi e le misure dispensative vanno garantiti in presenza di una diagnosi, le agevolazioni sulle tasse e l’assegnazione dei tutor sono a discrezione dei singoli atenei. Per questo il consiglio è informarsi sulle agevolazioni previste dalla propria università, rivolgendosi al servizio per studenti con disabilità e DSA, presente nella maggior parte degli atenei, e alle segreterie.
Come accedere alle agevolazioni universitarie per DSA
Come avrete capito, ci sono poche certezze sugli studenti con DSA in ambito universitario, sia sulle agevolazioni disponibili sia sulle modalità per accedervi. Ci sono però alcuni passaggi che, se seguiti, vi daranno garanzie molto più solide.
- Presentate la vostra certificazione DSA al servizio di ateneo, possibilmente già al momento dell’immatricolazione o dell’iscrizione al test. Verificate che sia aggiornata: molti atenei chiedono una diagnosi recente se quella originale risale all’età scolare. Cercate anche di renderla il più dettagliata possibile: in fase di diagnosi è utile chiedere indicazioni sulle modalità di apprendimento a voi più congeniali. I suggerimenti di un professionista riducono il rischio che alcune misure vengano negate e offrono una linea guida anche ai docenti che conoscono meno i DSA;
- Cercate di instaurare un dialogo diretto e sincero sia con il servizio di ateneo sia con i professori, facendo presenti le vostre necessità ed eventualmente spiegando come funzionano i vostri processi di apprendimento;
- Presentatevi ai professori non solo con la diagnosi, ma anche con delle proposte concrete di modalità d’esame più adatte a voi. Potete chiedere, per esempio, di sostenere un orale al posto dello scritto, di usare strumenti compensativi o di avere tempo aggiuntivo;
- Ricordate infine che tra le finalità della legge 170/2010 non c’è solo la predisposizione di strumenti pratici, ma anche la riduzione dei “disagi relazionali ed emozionali”. Per questo, se vi sentite a vostro agio, spiegate ai professori quanto sia importante essere trattati in modo equo e poter usufruire pienamente delle agevolazioni a cui avete diritto.

Se un professore vi nega la personalizzazione dell’esame o vi penalizza in sede di valutazione, ricordate che l’eliminazione degli ostacoli legati ai DSA è un vostro diritto. Potete rivolgervi al servizio di ateneo per DSA e alle segreterie di riferimento, segnalando il problema e chiedendo il riconoscimento di ciò che vi spetta per legge.
Universitari e DSA: una situazione migliorabile?
A questo punto la domanda nel titolo del paragrafo suona piuttosto retorica. È chiaro che al sistema universitario serve una maggiore omogeneità sulle agevolazioni per gli studenti con DSA. La mancanza di disposizioni chiare e unitarie si traduce spesso in vere e proprie discriminazioni, che rischiano di rallentare e peggiorare ingiustamente l’esperienza accademica di moltissimi studenti neurodivergenti.

Questo messaggio, accompagnato da un appello, è stato portato avanti anche dall’Associazione Italiana Dislessia con un video su YouTube e un’apposita petizione rivolta alle istituzioni competenti. Una disposizione integrativa su base nazionale sarebbe infatti il primo passo verso una didattica davvero inclusiva anche all’università, e permetterebbe di superare almeno in parte le disparità ancora presenti nel nostro sistema educativo.
Faq


