Disortografia, cos’è e come affrontarla

January 20, 2022

Capire la disortografia

Disortografia, il DSA dell’ortografia

Nel ventaglio dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) rientra anche la disortografia, che si manifesta quando un alunno ha difficoltà nel trasformare i suoni del linguaggio parlato (fonemi) nei simboli scritti corrispondenti (grafemi) e nel rispettare le regole ortografiche. Svolgere i compiti a casa, copiare un testo, trascrivere dati dalla lavagna al quaderno diventano azioni sempre più complesse per un alunno con disortografia, che rispetto al resto della classe può sentirsi demotivato, meno capace e con una bassa autostima.

In Italia la disortografia è il secondo DSA più diagnosticato dopo la dislessia: secondo i dati del Ministero dell’Istruzione relativi all’anno scolastico 2018/2019, riguarda circa 102.000 alunni e studenti. Molto spesso, però, la disortografia viene confusa con un altro Disturbo Specifico dell’Apprendimento, la disgrafia.

Per fare chiarezza, in questo articolo prenderemo in esame:

  • cos’è la disortografia e quando si può diagnosticare;
  • come riconoscerla e quali errori sono più tipici;
  • come si manifesta e in cosa si differenzia dalla disgrafia;
  • come affrontarla con strumenti compensativi, misure dispensative e PDP.

Cos’è la disortografia

Come anticipato, la disortografia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) che coinvolge l’ambito della scrittura, e in particolare la correttezza ortografica. Le difficoltà dell’alunno riguardano il passaggio dal linguaggio parlato a quello scritto: tradurre i suoni in lettere, scegliere il grafema giusto, applicare le regole ortografiche in modo automatico. Le capacità intellettive del bambino non sono coinvolte e la diagnosi, di norma, può essere fatta solo alla fine della seconda classe della scuola primaria, intorno ai 7-8 anni.

Se le capacità intellettive non sono intaccate, a risentirne è spesso l’aspetto emotivo e psicologico: frustrazione, ansia legata alle verifiche scritte e stress sono frequenti nei bambini con questo DSA, soprattutto quando le difficoltà non vengono comprese. Una disortografia riconosciuta in maniera tempestiva permette invece al bambino di vivere in modo più sereno il percorso educativo e la sua formazione.

Come riconoscere la disortografia

Come nel caso di un bambino disgrafico, il bambino che presenta un problema di disortografia ha caratteristiche specifiche. La scrittura, infatti, coinvolge diverse abilità che danno origine ad altrettanti processi cognitivi. Vediamone alcuni:

  • coordinazione oculo-manuale;
  • capacità di codifica suono-segno;
  • memoria a breve termine;
  • riconoscimento consapevole dei fonemi e capacità di stabilire una relazione tra linguaggio e scrittura.
Testo in stampatello scritto a mano da uno studente con disortografia, con errori ortografici corretti in rosso
Esempio di testo con errori, scritto da uno studente disortografico

L’alunno con disortografia, carente rispetto ai processi citati, commette in modo frequente e persistente una serie di errori che vengono convenzionalmente distinti in fonologici, non fonologici e altri errori. Di seguito un breve elenco:

  • errori fonologici: omissione o aggiunta di lettere e sillabe (es. montana per montagna, cado per caldo), inversioni, scambio di suoni simili (es. f/v, t/d, p/b) ed errori con i gruppi consonantici complessi (es. rani per ragni);
  • errori non fonologici: separazioni e fusioni illegali delle parole (es. di ritto per diritto, lacqua per l’acqua), scambio di grafemi che hanno lo stesso suono (es. quore per cuore), omissione o aggiunta della h (es. o per ho);
  • altri errori: omissione o aggiunta di doppie e di accenti.

Oltre a quelli citati, ci sono altri segnali che possono allertare famiglia e docenti? A volte al bambino con disortografia si associano difficoltà nell’organizzare il proprio spazio sul foglio, nell’esposizione orale o nel distinguere suoni simili tra loro: non sono presenti in tutti i casi, ma vale la pena osservarli.

Come si manifesta la disortografia e le differenze con la disgrafia

Nei primi periodi del percorso di apprendimento è normale che il bambino incontri difficoltà lessicali, linguistiche e di scrittura. Ecco perché non si può parlare in maniera prematura di disortografia. L’insegnante osserva con attenzione l’andamento scolastico del bambino, per capire se presenta errori costanti e frequenti in classe e nei compiti eseguiti a casa.

In presenza di una difficoltà persistente nella trasformazione dei suoni in segni, famiglia e docenti si confrontano e il bambino viene indirizzato agli specialisti. Un’équipe multidisciplinare, di norma composta da neuropsichiatra infantile, psicologo e logopedista, valuta la situazione con appositi strumenti diagnostici (batterie di test e prove) e rilascia la diagnosi. Sulla base di questa, la scuola, insieme alla famiglia, redige il Piano Didattico Personalizzato (PDP) più adatto al bambino. Trovi tutti i passaggi nell’articolo sulla certificazione DSA.

È importante distinguere la disortografia dalla disgrafia, perché molto spesso le due vengono confuse. La disortografia non è disgrafia, e viceversa. La prima, come abbiamo visto, riguarda la correttezza ortografica: coinvolge la codifica tra fonemi e grafemi, la memoria a breve termine e l’applicazione delle regole della lingua scritta, e porta il bambino a commettere un numero elevato e costante di errori. La seconda, invece, non riguarda cosa si scrive ma come lo si scrive: coinvolge i processi grafici e motori, la leggibilità della grafia e l’organizzazione dello spazio sul foglio.

Ricordiamo che, come per gli altri Disturbi Specifici dell’Apprendimento, non siamo di fronte a una malattia e non si parla di disabilità. È bene sottolineare, però, che vi può essere una condizione di comorbilità, cioè la coesistenza di più DSA nello stesso alunno (dislessia, disgrafia, discalculia).

Come affrontare la disortografia: strumenti e soluzioni

Gli studenti con DSA seguono percorsi personalizzati, pensati in base alle loro necessità, e questo vale anche per chi presenta un problema di disortografia. Il docente e la rete che supporta il bambino possono introdurre una serie di strategie:

  • utilizzo del PC con il correttore ortografico;
  • possibilità di usare un vocabolario durante i test e le prove scritte;
  • test a scelta multipla o con domande aperte che prevedano una risposta breve;
  • più tempo a disposizione durante le prove di valutazione e le verifiche.
Una maestra aiuta una bambina a leggere un libro sul banco
A scuola gli studenti con disortografia hanno diritto ad ottenere un Piano Didattico Personalizzato

Ricordiamo che gli alunni con disortografia hanno diritto a tutti gli interventi previsti dalla legge 170/10 (qui la trovi spiegata in sintesi), come ad esempio i software per la videoscrittura e per la creazione di mappe concettuali. L’obiettivo è arrivare gradualmente a trovare la corretta corrispondenza tra la rappresentazione fonologica e quella ortografica delle parole, migliorando passo dopo passo anche nella scrittura.

Le mappe, in particolare, aiutano a organizzare le idee prima di scrivere e riducono la quantità di testo da copiare o ricopiare. Con Algor, ad esempio, puoi partire da una pagina del libro, anche fotografata, e ottenere una guida di studio con la mappa concettuale e il riassunto già pronti, da ripassare senza dover trascrivere tutto a mano, e con un font ad alta leggibilità se hai anche difficoltà di lettura.

Nel caso della disortografia, le misure dispensative si affiancano agli strumenti compensativi soprattutto quando questi ultimi non bastano a raggiungere gli obiettivi che il gruppo di lavoro e la rete a supporto dello studente si sono prefissati: ad esempio, valutare il contenuto di un compito scritto più che la sua forma ortografica. Gli strumenti compensativi hanno lo scopo di rendere gradualmente autonomo l’alunno, così che possa acquisire una maggiore autostima e vivere serenamente il proprio percorso di formazione. Infine, quando parliamo di Disturbi Specifici dell’Apprendimento è bene sottolineare che l’idea della “guarigione” e della “malattia” va completamente abbandonata.

Gli alunni con DSA imparano a convivere con la loro condizione grazie alla sinergia delle persone che li circondano, con percorsi personalizzati calibrati per ognuno. Ogni bambino con un Disturbo Specifico dell’Apprendimento si impegna moltissimo: non è negligente né svogliato, va solo sostenuto in modo diverso nel suo percorso di apprendimento. Per questo è sempre bene affidarsi a figure professionali capaci di seguire il bambino in tutto il suo processo evolutivo.

Articolo di Mariana Ciaglia, pedagogista

AUTORE

Faq

Domande Frequenti

No items found.

Inizia subito con Algor

Trasforma i tuoi contenuti in percorsi di apprendimento visuali, interattivi e personalizzati.

Prova Algor gratis