Mappe concettuali e mappe mentali, le 5 differenze principali

Nina Komadina

September 2, 2022

Concettuali o mentali?

Mappe concettuali e mappe mentali, particolarità e differenze

Spesso i termini “mappa concettuale” e “mappa mentale” vengono usati come sinonimi: in fondo sono entrambi strumenti grafici per sintetizzare e assimilare i concetti, visivamente simili ed estremamente utili per lo studio. Eppure tra mappe concettuali e mappe mentali ci sono differenze sostanziali, e conoscerle vi permette di usarle al meglio e con più consapevolezza.

Studentessa disegna a mano una mappa con nodi e ramificazioni su un foglio
Studiare con le mappe può rendere l’apprendimento più efficace, soprattutto quando se ne conoscono i punti di forza.

Dalle origini all’aspetto grafico finale, vediamo una per una le 5 principali differenze tra mappe concettuali e mappe mentali, per capire quale tipo di mappa è più adatto a te e come crearle in digitale:

  1. le origini: il modello Novak e il modello Buzan;
  2. l’aspetto: nodi, frecce, colori e immagini;
  3. la struttura: ad albero o a raggiera;
  4. la costruzione: come si creano;
  5. l’utilizzo: diverse mappe per diversi scopi.

1. Le origini: il modello Novak e il modello Buzan

Mappe concettuali e mappe mentali hanno avuto fin dall’inizio percorsi diversi, per non dire opposti. I loro punti di riferimento storici non coincidono: nascono infatti dal lavoro di due studiosi con obiettivi e approcci molto lontani, anche se negli stessi anni.

Le mappe concettuali si rifanno al modello di Joseph Novak, sviluppato negli anni ’70 alla Cornell University come applicazione pratica della teoria dell’apprendimento significativo di David Ausubel. In parole semplici, Novak riteneva che rappresentare i concetti e le relazioni tra di essi, collegandoli con frasi che ne esplicitano il legame, fosse uno strumento perfetto per mettere in evidenza i concetti fondanti di un argomento.

Più o meno nello stesso periodo, il divulgatore londinese Tony Buzan rese popolare il metodo delle mappe mentali (in particolare con il programma televisivo e il libro Use Your Head, a metà degli anni ’70), con l’obiettivo di riprodurre in modo schematico e soprattutto grafico il modo associativo in cui il nostro cervello forma i pensieri. Non a caso, le mappe mentali si possono applicare non solo allo studio ma anche alla vita quotidiana, per ritrovare chiarezza e ordine nelle idee.

2. L’aspetto: nodi, frecce, colori e immagini

La prima differenza evidente tra mappe concettuali e mappe mentali riguarda l’aspetto visivo. Secondo il modello teorizzato da Novak, le mappe concettuali hanno una struttura piuttosto rigorosa e sono composte essenzialmente da:

  • nodi concettuali, cioè riquadri di diverse forme che contengono parole chiave o brevi frasi;
  • frecce che collegano i nodi in modo logico e gerarchico.

Sulle frecce si scrivono spesso delle parole legame (un verbo, una preposizione, un avverbio o una data) che trasformano la coppia di nodi in una frase di senso compiuto. Il modello originale non prevedeva colori e immagini ma, oggi, con il digitale anche le mappe concettuali possono contenere elementi multimediali.

Anche le mappe mentali usano brevi parole chiave che si diramano da un tema centrale, ma hanno un aspetto molto più libero: ad esempio, i concetti non devono per forza essere racchiusi in un riquadro. Inoltre fanno ampio uso di immagini e colori diversi per ogni ramificazione, puntando sulla forza evocativa di questi elementi visivi. Le immagini, quindi, non servono solo a descrivere l’argomento, ma soprattutto a stimolare la memoria.

3. La struttura: ad albero vs raggiera

Già dall’aspetto è facile capire che le mappe concettuali e quelle mentali hanno strutture molto diverse. Le prime seguono in genere una struttura “ad albero”: si parte da un concetto principale in alto, che si dirama a cascata in concetti sempre più specifici. Le seconde hanno una struttura “radiale” (o a raggiera), con un nucleo centrale da cui partono ramificazioni anche non gerarchiche, legate direttamente al tema principale.

Mappa concettuale sui terremoti con struttura gerarchica ad albero, nodi colorati e immagini
Esempio di mappa concettuale sui terremoti con struttura gerarchica ad albero.

Per questo, quando si costruisce una mappa bisogna tenere conto del modello di riferimento. Un elemento importante è il ruolo del concetto iniziale: nella mappa concettuale fa da tronco per le ramificazioni successive, mentre nella mappa mentale è uno spunto da cui nascono diverse associazioni, anche indipendenti tra loro.

Mappa mentale illustrata sulla salute con un cuore al centro e rami a raggiera su alimentazione, sport, ambiente e medicina, ciascuno con disegni evocativi
Un esempio di mappa mentale sulla salute con struttura a raggiera e diverse immagini evocative.

4. La costruzione: come creare mappe concettuali e mentali

Una differenza fondamentale riguarda il modo in cui le due mappe nascono a partire da un foglio bianco, cioè il processo di costruzione.

Per fare una mappa concettuale bisogna avere chiari in anticipo i concetti chiave da sviluppare in modo logico e gerarchico, come i rami di un albero: serve quindi una rielaborazione preliminare dell’argomento. Ogni nodo “figlio” ha un legame logico e gerarchico con il suo nodo “padre”, e partendo dal titolo in alto deve essere possibile, anche per chi non ha realizzato la mappa, seguire il ragionamento spostandosi lungo un ramo tra i nodi e i loro connettori.

Per realizzare una mappa mentale, invece, si procede per associazioni. Le mappe mentali sono proprio una rappresentazione grafica del pensiero associativo, pensate per rafforzare la memoria visiva in chiave personale: per questo può essere difficile interpretare una mappa mentale fatta da qualcun altro. Gli elementi vengono inseriti in modo dinamico, senza separare nettamente il momento in cui si individuano i concetti chiave da quello in cui si collegano, come invece avviene nelle mappe concettuali.

Per riassumere: nella mappa concettuale dovrete dare priorità alle relazioni gerarchiche tra i concetti chiave, partendo dagli aspetti più generali (individuati prima di iniziare a disegnare) per poi scendere nei dettagli. Nella mappa mentale, invece, potete lasciarvi andare fin dall’inizio al flusso creativo: a partire dall’argomento centrale inserite i collegamenti più utili alla vostra memorizzazione, e solo alla fine fate una scrematura generale. Se volete approfondire, abbiamo dedicato una guida a come fare una mappa mentale.

5. L’utilizzo: diverse mappe per diversi scopi

Così come sono diverse le strutture e le storie delle due mappe, lo sono anche le funzioni che possono svolgere nello studio.

Le mappe concettuali sono particolarmente utili quando si devono imparare e consolidare dei contenuti. Già mentre le costruite svolgono un importante ruolo di analisi, perché richiedono sintesi e rielaborazione; in seguito diventano una traccia comoda per un discorso orale organico e lineare, perché mettono in evidenza i connettori logici che legano i vari punti dell’argomento.

Le mappe mentali, invece, danno il meglio nello studio creativo, nel brainstorming e nella produzione di percorsi originali e personali, come tesine d’esame o presentazioni. Proprio per la loro struttura ramificata e associativa, vengono spesso indicate come gli strumenti più utili per progetti trasversali e interdisciplinari, che superano lo studio a “compartimenti stagno”. Per vedere entrambe all’opera, date un’occhiata ai nostri esempi di mappe concettuali.

Mappe concettuali e mentali con Algor Education

Uno dei modi migliori per sfruttare mappe concettuali e mentali è crearle in digitale. Web app e programmi per creare mappe concettuali online, accessibili da PC, tablet o smartphone, offrono vantaggi difficili da ottenere su carta: si modificano in un attimo, si condividono e si ritrovano sempre.

Algor Education nasce proprio per migliorare lo studio con le mappe grazie all’intelligenza artificiale. Puoi caricare il tuo materiale (PDF, documenti Word, foto, testo incollato, link web o YouTube) oppure scrivere un semplice argomento: con “Crea un Set Algor” l’AI prepara una guida di studio in sezioni e pagine, e ogni pagina ha la sua mappa concettuale accanto al testo, insieme a riassunto e panoramica audio; sopra al Set puoi poi ripassare con flashcard e quiz. Se ti serve solo la mappa, puoi scegliere direttamente il singolo contenuto Mappa, oppure partire manualmente da una tela vuota nell’editor.

Creare e personalizzare le mappe con Algor è facile e veloce. Puoi cambiare il layout con un clic e passare da una struttura ad albero, tipica della mappa concettuale, a una radiale, tipica della mappa mentale (o a un layout compatto), cambiare colori e font dei nodi e inserire immagini, video e audio nei nodi per sfruttare al massimo la memoria visiva. Nell’editor, poi, sposti, rinomini, aggiungi o elimini nodi e collegamenti uno per uno, mentre con la modifica con AI descrivi a parole il cambiamento, ad esempio “aggiungi un ramo sulle cause” o “accorcia la mappa”, e Algor riscrive la mappa per te. Se ti serve in un’altra lingua, puoi tradurre automaticamente la mappa; quando è pronta puoi stamparla o esportarla.

Grazie alla condivisione, inoltre, Algor Education permette di usare le mappe anche per lavori di gruppo e lezioni collaborative: puoi invitare compagni o colleghi con il ruolo di Editor per modificare insieme lo stesso Set e collaborare sulle mappe in tempo reale, oppure condividerlo con la classe tramite link o QR code, superando i limiti logistici e rendendo l’esperienza educativa più stimolante e accessibile. Se vuoi confrontare più strumenti, leggi la nostra selezione di app per fare mappe concettuali e mentali con l’AI.

Articolo di Nina Komadina, content creator.

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Algorito Waving

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