Tesina di terza media su “La libertà”

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Nina Komadina

March 20, 2023

La libertà

Tesina su “La Libertà”

Il concetto di libertà è uno dei più potenti e influenti nella storia umana, probabilmente perché consente alle persone di autodeterminarsi e vivere la vita che davvero vogliono per loro stesse. In questa tesina di terza media sulla libertà ne approfondiremo molti aspetti, da quelli più storici a quelli simbolici. La libertà, infatti, può essere ritrovata tanto nei movimenti di liberazione quanto nella rottura degli schemi, fino all’immaginazione di un futuro senza inquinamento.

I collegamenti possibili, che analizzeremo di seguito, potrebbero essere:

Educazione civica: il concetto di libertà oltre l’etimologia

Per comprendere tutti i collegamenti tracciabili tra le materie della tesina e la libertà è fondamentale partire da una definizione chiara del concetto protagonista. Il miglior punto di partenza in questo senso è l’educazione civica, che ci insegna l’importanza di poter agire secondo le proprie inclinazioni e i propri desideri, nel rispetto degli altri.

La nostra Costituzione dedica alla libertà numerosi articoli. L’articolo 13 si apre con parole molto nette: “La libertà personale è inviolabile”. Altri articoli tutelano la libertà di circolazione, di riunione, di religione e di manifestazione del pensiero, mentre l’articolo 32 stabilisce che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”: un principio da cui deriva il diritto di ciascuno a decidere sulle cure che riguardano il proprio corpo.

Una bilancia della giustizia in ottone su una scrivania, simbolo della legge
L’esistenza di leggi e di una Costituzione è il primo indicatore di libertà, perché solo tramite i limiti reciproci si possono evitare soprusi indiscriminati.

La libertà del singolo si lega dunque a doppio filo anche alla sfera sociale, che viene regolata dalle norme vigenti nei singoli Stati. Di conseguenza, si può dire che a ogni libertà corrisponda anche un limite: se ogni persona agisse senza alcuna regola si cadrebbe in uno scenario molto pericoloso, come sostenevano già filosofi come Thomas Hobbes, che descriveva lo stato di natura come una “guerra di tutti contro tutti”. In questo senso le regole e i divieti diventano modalità per vivere al meglio dentro una comunità, proteggendo ogni cittadino da soprusi e abusi.

Storia: quando la libertà viene negata, la schiavitù

La visione per cui ogni essere umano nasce libero è relativamente recente, e purtroppo ancora oggi non viene rispettata in ogni angolo del mondo. Nel corso della storia moltissimi Stati hanno fatto ampio uso della schiavitù per ottenere vantaggi produttivi, economici e sociali sulla pelle di persone meno forti o fortunate. Un esempio emblematico è quello dell’antichità:

  • Nell’Atene democratica solo una piccola parte della popolazione era composta da cittadini liberi con diritti politici. Se i grandi intellettuali e politici potevano dedicarsi alle proprie passioni era anche perché sfruttavano il lavoro degli schiavi e delle donne, escluse dalla vita pubblica, sia per la cura della casa che per le attività produttive;
  • Nell’antica Roma la schiavitù fu uno dei pilastri della potenza economica, sia durante la Repubblica sia nel complesso sistema dell’Impero.

Questo meccanismo si ripeté, in forme ancora più brutali, nell’epoca dell’espansione coloniale europea, iniziata alla fine del Quattrocento con le grandi scoperte geografiche. Per oltre tre secoli, con la tratta atlantica, milioni di africani furono deportati nelle Americhe e ridotti in schiavitù, soprattutto su base razziale. La schiavitù fu abolita nel corso dell’Ottocento, ma le sue conseguenze segnano la società fino ai giorni nostri.

Illustrazione in bianco e nero di una donna in primo piano e di persone in catene sullo sfondo, su una macchia rossa
La schiavitù è un fenomeno le cui origini storiche si perdono indietro nei millenni e corrisponde alla massima privazione di libertà.

Educazione fisica: la lotta di Kaepernick e il sistema dei draft

La privazione della libertà è arrivata, nel passato, fino a creare veri e propri mercati di schiavi, in cui gli esseri umani venivano valutati in base a caratteristiche produttive: dalla forza all’efficienza, passando per lo stato di salute e l’aspetto fisico. Secondo alcuni, nello sport un meccanismo simile si ritrova nei draft americani, il sistema tramite cui i migliori atleti dei college vengono misurati e scelti dalle squadre professionistiche.

È la tesi dell’ex quarterback della NFL Colin Kaepernick, diventato famoso anche per essersi inginocchiato durante l’inno nazionale per protestare contro le ingiustizie razziali. Nella serie “Colin in bianco e nero”, dedicata alla sua adolescenza, Kaepernick paragona le prove fisiche che precedono il draft a una valutazione deumanizzante, che arriva a condizionare la libertà degli atleti nel modo in cui si vestono, si allenano, mangiano e parlano.

Geografia: il Sudafrica, terra liberata dall’apartheid

Spostandoci in un altro continente per un altro caso di razzismo sistemico, una delle più grandi battaglie per la libertà mai combattute è stata quella contro la segregazione razziale in Sudafrica. Il Sudafrica, all’estremità meridionale del continente africano, confina con Namibia, Botswana, Zimbabwe, Mozambico ed eSwatini, e racchiude al suo interno il piccolo Stato del Lesotho; è attraversato da un importante fiume, l’Orange. Nel 1652 gli olandesi fondarono una base commerciale a Città del Capo, lungo la rotta verso l’Asia, in una regione dal clima mediterraneo: da lì iniziò la colonizzazione europea, prima olandese e poi britannica, e con essa un sistema di discriminazione che nel 1948 divenne legge con l’apartheid.

L’apartheid è stato abolito all’inizio degli anni Novanta e nel 1994 si sono tenute le prime elezioni aperte a tutti i cittadini. Oggi la legge garantisce a tutti gli stessi diritti, ma le disuguaglianze economiche ereditate da quel periodo restano tra le più forti al mondo.

Un pugno alzato dipinto con i colori dell’arcobaleno davanti a una folla stilizzata
Le grandi lotte per la libertà sono state spesso combattute dalle masse, guidate da uno o più leader di riferimento.

Inglese: il discorso di Nelson Mandela

Il leader più influente del movimento contro l’apartheid è stato indubbiamente Nelson Mandela. L’attivista, che trascorse 27 anni in carcere e divenne poi il primo presidente del Sudafrica eletto a suffragio universale e premio Nobel per la pace, seppe utilizzare al meglio anche la lingua inglese e le sue forme retoriche per unire le folle e combattere una delle battaglie ideologiche che hanno segnato il XX secolo. Non è un caso che molti dei suoi discorsi siano ancora citati e studiati nelle scuole di tutto il mondo.

Un braccio con il pugno alzato dipinto con i colori della bandiera del Sudafrica
Quella di Nelson Mandela è probabilmente la figura più emblematica della storia non solo del Sudafrica ma anche dell’antirazzismo a livello globale.

Una frase particolarmente emblematica è quella che pronunciò nel 1964, durante il processo di Rivonia che si concluse con la sua condanna all’ergastolo:

“I have cherished the ideal of a democratic and free society in which all persons live together in harmony and with equal opportunities. It is an ideal which I hope to live for and to achieve. But if needs be, it is an ideal for which I am prepared to die.”

Italiano: la liberazione partigiana ne “Il sentiero dei nidi di ragno”

La liberazione politica è stata vissuta in prima persona anche dagli italiani nella prima metà del Novecento, dopo un ventennio in cui moltissime libertà individuali e collettive erano state soppresse dal fascismo. Italo Calvino, nel suo “Il sentiero dei nidi di ragno” (1947), racconta la lotta partigiana che contribuì a liberare l’Italia dal nazifascismo, vista con gli occhi di un ragazzino, Pin. Primo romanzo dell’autore, l’opera si inserisce nel neorealismo, la corrente sviluppatasi dopo la fine della Seconda guerra mondiale e fortemente influenzata dall’urgenza di rinnovamento nata nell’opposizione antifascista.

Alcuni papaveri rossi in un campo di grano in bianco e nero
I papaveri rossi, spesso associati al ricordo di chi ha perso la vita in guerra, come nella “Guerra di Piero” di Fabrizio De André.

“Il sentiero dei nidi di ragno” riesce a narrare le vicende specifiche di un gruppo partigiano ligure senza mai dare l’impressione di essere un racconto troppo particolare. Da un lato, infatti, il linguaggio utilizzato restituisce l’idea che si tratti di persone comuni, da non idealizzare; dall’altro, le vicende dei protagonisti sono inserite nella più ampia lotta della Resistenza. I sentimenti e le motivazioni dei personaggi sono analizzati con profondità, restituendo un mondo complesso anche all’interno di individui apparentemente macchiettistici.

Arte: “La Libertà che guida il popolo” di Delacroix

Una delle rappresentazioni allegoriche più potenti della libertà è quella di Eugène Delacroix, che dipinse il popolo francese in lotta contro la monarchia. L’opera, diventata un vero e proprio simbolo nazionale in Francia, risale al 1830 ed è oggi conservata al Louvre di Parigi. Il contesto storico in cui fu dipinta era di forte fermento sociale e politico: il quadro celebra la rivoluzione di luglio, con cui il popolo di Parigi si ribellò alle politiche oppressive di re Carlo X. Al centro domina la figura della Libertà, a seno scoperto e con la bandiera tricolore in mano, poi associata alla Marianne, simbolo della Repubblica francese: guida uniti i rivoltosi, diversi non solo per estrazione sociale ma anche per età e caratteristiche fisiche.

Il dipinto “La Libertà che guida il popolo” di Delacroix: una donna con la bandiera francese guida i rivoltosi armati sulle barricate
“La Libertà che guida il popolo”, dipinto del 1830 di Delacroix.

Musica: liberarsi dagli schemi con il jazz

Un altro grandissimo veicolo di messaggi di libertà è stata la musica: dagli spiritual cantati dagli schiavi negli Stati Uniti fino al reggae di Bob Marley, la storia di questa forma d’arte è costellata di canzoni di lotta contro l’oppressione. In questa tesina parleremo però di una forma di libertà musicale diversa, ovvero quella che rompe gli schemi e le regole preesistenti. In questo senso, il jazz arrivò come un vero e proprio terremoto nella scena americana del Novecento, perché si basava su strutture ritmiche molto complesse e su grandi parti di improvvisazione.

Illustrazione colorata con la sagoma di un trombettista, un microfono d’epoca e la scritta “Jazz”
Il jazz fu fondamentale anche nella creazione di nuove formazioni strumentali, in cui dominavano spesso sax, tromba e contrabbasso.

Ci si potrebbe chiedere: ma questa rottura degli schemi può davvero essere associata alla libertà? Sebbene oggi sia un genere ampiamente accettato, il suo carattere rivoluzionario e le sue origini afroamericane scossero le società, ancora ampiamente razziste, del XX secolo. Per capire il legame tra il jazz e la libertà personale e sociale, basti pensare che in Italia, negli ultimi anni del regime fascista, questa musica venne fortemente ostacolata e limitata nelle trasmissioni radio, fino a italianizzare i nomi dei musicisti americani; eppure continuò a essere suonata e ascoltata, spesso lontano dai canali ufficiali.

Scienze: l’urgenza della libertà dall’inquinamento

Accanto all’antirazzismo e alla liberazione sociale, una delle grandi questioni contemporanee è conquistare la libertà dall’inquinamento. Con il termine inquinamento si intende l’introduzione nell’ambiente di sostanze o energie che lo alterano al punto da renderlo dannoso, sia per gli esseri umani che per gli altri esseri viventi. Ci sono molte forme di inquinamento:

  • Acustico: il rumore oltre certi livelli, come quello del traffico nelle città, può disturbare il sonno e danneggiare la salute;
  • Atmosferico: per esempio le emissioni di fabbriche, auto e impianti di riscaldamento, che peggiorano la qualità dell’aria e, con l’anidride carbonica, aumentano l’effetto serra. Alcune sostanze chimiche, i CFC, hanno invece causato il cosiddetto “buco nell’ozono”, oggi in lento miglioramento grazie al loro divieto;
  • Idrico: per esempio gli scarichi di rifiuti tossici, la plastica dispersa in mare e gli incidenti petroliferi;
  • Del suolo: per esempio con le discariche abusive o con l’uso eccessivo di pesticidi e fertilizzanti in agricoltura, un tema su cui il dibattito scientifico e legale è ancora molto acceso.
Ciminiere di una centrale che emettono dense nuvole di fumo nel cielo
L’inquinamento atmosferico è tra i più conosciuti e visibili: deriva in gran parte dalle attività produttive, dai trasporti e dal riscaldamento.

Tecnologia: nuove fonti energetiche per una nuova libertà

Qualunque sia la sua forma, liberarsi dall’inquinamento è indispensabile per il futuro del pianeta Terra. Per costruire una società davvero green sono state sviluppate diverse nuove tecnologie, tra le più importanti quelle per produrre energia pulita. In altre parole, l’obiettivo è l’abbandono progressivo delle fonti non rinnovabili (soprattutto i combustibili fossili) in favore di quelle che si rigenerano, riducendo l’impatto ambientale grazie a:

  • l’energia eolica, che sfrutta la forza del vento;
  • l’energia idroelettrica, che sfrutta il moto dei corsi d’acqua;
  • l’energia solare, che sfrutta la luce e il calore provenienti dal Sole;
  • le biomasse e i biocarburanti, ricavati da materiali di origine vegetale o da scarti organici;
  • l’energia geotermica, che sfrutta il calore del sottosuolo.

La mappa concettuale della tesina sulla libertà

Ecco infine tutti i collegamenti della tesina riassunti in una mappa, con la libertà al centro e un ramo per ogni materia: uno schema utile da portare al colloquio orale per non perdere il filo.

Mappa dei collegamenti della tesina sulla libertà, con un ramo per ogni materia e un’immagine per ciascun argomento
Il percorso tradotto in forma di mappa mentale e realizzato con Algor Education.

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