Tesina di terza media su “L'emancipazione femminile”
Nina Komadina
April 4, 2023

Tesina di terza media sull’emancipazione femminile
Nella maggior parte delle società e degli Stati contemporanei è ormai accettato che, almeno sulla carta, le donne debbano avere gli stessi diritti degli uomini. Sappiamo però che questa convinzione è frutto della storia recente, tanto che si parla di emancipazione femminile come di un vero e proprio processo storico e sociale: un tema perfetto per una tesina di terza media sull’emancipazione femminile.
Fatti come la repressione dei diritti delle donne in Iran, al centro delle proteste del 2022, o la sentenza con cui nello stesso anno la Corte Suprema degli Stati Uniti ha cancellato il diritto federale all’aborto ci ricordano che il percorso verso la piena parità di genere è tutt’altro che concluso. Ripercorrere in una tesina di terza media le tappe principali e le grandi protagoniste dell’emancipazione femminile aiuta quindi a prendere consapevolezza di un cambiamento in cui siamo ancora immersi.
I collegamenti possibili, che analizzeremo di seguito, potrebbero essere:
- Storia: il movimento delle suffragette;
- Educazione civica: l’8 marzo, oltre la festa;
- Italiano: la lingua che cambia per la parità;
- Educazione fisica: la prima lega professionistica di baseball femminile;
- Geografia: lo Sri Lanka e la prima donna capo di governo;
- Tecnologia: Lise Meitner e la fissione nucleare;
- Scienze: Marie Curie e la radioattività;
- Inglese: Virginia Woolf;
- Arte: Frida Kahlo.
Storia: il movimento delle suffragette
Dal punto di vista storico, l’emancipazione femminile è passata per molte tappe fondamentali, ma una delle più importanti è stata la conquista del diritto di voto per le donne. Il diritto di votare (e di essere elette) è stato ottenuto anche grazie alle cosiddette “suffragette”, le attiviste che, come suggerisce il nome, chiedevano il suffragio femminile. Il movimento, attivo già nell’Ottocento in diversi Paesi, diventò celebre nel Regno Unito all’inizio del Novecento, con le proteste guidate da Emmeline Pankhurst, e acquistò ancora più forza dopo la Prima guerra mondiale.

Non è un caso che l’emancipazione femminile abbia avuto una spinta decisiva dopo il conflitto: la chiamata alle armi di milioni di uomini e l’altissimo numero di morti e feriti al fronte costrinsero i governi a puntare sulla manodopera femminile per sostenere l’economia di guerra. Come era già successo con le precedenti estensioni del voto maschile, la maggiore partecipazione alla vita produttiva del Paese portò le donne a chiedere più diritti, forti di un nuovo peso sociale. Nel Regno Unito le donne ottennero il voto nel 1918 (inizialmente solo dai 30 anni in su), mentre in Italia votarono per la prima volta nel 1946.
Educazione civica: l’otto marzo oltre una semplice festa
Quella per il voto, però, è stata solo una delle battaglie per la piena emancipazione femminile. Nel 1977 le Nazioni Unite hanno invitato tutti i Paesi a dedicare una giornata ai diritti delle donne: l’8 marzo, oggi celebrato in tutto il mondo come Giornata internazionale della donna. Lo scopo di questa ricorrenza è far riflettere sul livello di parità di genere raggiunto nel mondo, ancora lontano dall’essere completo.

Per questo l’8 marzo, anche in Italia, si organizzano molte manifestazioni e cortei per chiedere il riconoscimento di maggiori diritti in ambito sociale, economico, familiare, lavorativo, riproduttivo e non solo. Sempre più spesso queste richieste si allargano per includere anche altre persone e altre forme di discriminazione, e prendono il nome di battaglie transfemministe. In altre parole, l’8 marzo non è solo “la festa della donna”, ma un momento per chiedere una società davvero inclusiva e senza discriminazioni, come vuole anche l’articolo 3 della Costituzione italiana.
Italiano: l’evoluzione della lingua per la parità
Negli ultimi anni anche il linguaggio sta cambiando per diventare più inclusivo, e in Italia il dibattito è molto acceso. Nel marzo 2023 l’Accademia della Crusca, la più prestigiosa istituzione linguistica italiana, rispondendo a un quesito della Corte di Cassazione sul linguaggio giuridico, si è detta favorevole ai nomi di professioni e cariche al femminile (“la giudice”, “l’avvocata”), contraria ad asterisco e schwa negli atti ufficiali, e ha sconsigliato l’articolo davanti al cognome delle donne (“la Rossi”). Possono sembrare dettagli, ma mostrano quanto le parole influenzino il modo in cui percepiamo la realtà: l’uso del solo maschile per le professioni è più un retaggio della società patriarcale che una regola della lingua italiana.
Educazione fisica: la nascita del baseball femminile professionistico
L’emancipazione femminile è stata spesso legata al mondo del lavoro e all’indipendenza che una professione può dare. Nello sport un passo avanti significativo arrivò nel 1943, con la nascita negli Stati Uniti della prima lega professionistica di baseball femminile, la All-American Girls Professional Baseball League. Anche in questo caso, la scelta di “promuovere” le donne a un ruolo prima riservato agli uomini nacque dalla necessità: molti giocatori erano al fronte nella Seconda guerra mondiale.
Alle origini, però, la lega aveva regole diverse dal baseball tradizionale, più vicine a quelle del softball:
- la palla era più grande di quella del baseball, simile a quella del softball, e venne rimpicciolita un po’ alla volta negli anni;
- all’inizio si lanciava dal basso e da una distanza più ridotta;
- con il tempo le regole si avvicinarono sempre di più a quelle del baseball maschile, fino al lancio dall’alto.
Per capire quanto fosse diverso il contesto dell’epoca, basti pensare che le atlete, pur essendo professioniste a tutti gli effetti, dovevano giocare in gonna e frequentare lezioni di “buone maniere”. Segno che le donne venivano giudicate anche per l’aspetto e il comportamento fuori dal campo. La loro storia è raccontata nel film “Ragazze vincenti” (1992).

Geografia: lo Sri Lanka, primo stato a governo femminile
Il primo Stato ad avere una donna alla guida del governo è stato lo Sri Lanka, che nel 1960 elesse primo ministro Sirimavo Bandaranaike. Lo Sri Lanka, allora chiamato Ceylon (nome ufficiale fino al 1972), è un’isola dell’Oceano Indiano, a sud-est dell’India, con una grande varietà di paesaggi e climi. Gran parte del territorio è formata da pianure costiere, mentre al centro dell’isola si alzano altopiani e montagne.

Nelle pianure le temperature medie annue si aggirano intorno ai 27 °C, come è tipico del clima tropicale, con piogge abbondanti portate dai monsoni. Negli altopiani centrali, invece, il clima è più fresco e piovoso: proprio lì crescono le famose piantagioni di tè dove si produce il pregiato tè di Ceylon, uno dei prodotti più esportati del Paese.
Tecnologia: la fissione nucleare spiegata da Meitner
In ambito scientifico e tecnologico, una delle scoperte più celebri che portano la firma di una donna è la prima spiegazione teorica della fissione nucleare, il fenomeno su cui si basano le centrali nucleari. La fisica austriaca Lise Meitner la elaborò tra il 1938 e il 1939 insieme al nipote Otto Frisch, interpretando gli esperimenti del chimico Otto Hahn. Meitner lavorò in condizioni molto difficili: a inizio carriera, a Berlino, non poteva entrare nei laboratori principali e nel 1938, essendo di origine ebraica, dovette fuggire dalla Germania nazista. Il Nobel del 1944 andò al solo Hahn. Con lui aveva anche scoperto un nuovo elemento radioattivo, il protoattinio, e oggi l’elemento 109 porta il suo nome: il meitnerio.
Scienze: la radioattività scoperta da Curie
Un’altra scienziata simbolo dell’emancipazione femminile è Marie Curie, senza i cui studi probabilmente nemmeno Meitner avrebbe potuto condurre le proprie ricerche. Partendo dalle scoperte di Henri Becquerel, Curie studiò il fenomeno a cui diede il nome di radioattività e nel 1898, con il marito Pierre, scoprì il polonio e il radio, lavorando per anni esposta, senza saperlo, a sostanze molto pericolose. Per i suoi studi ricevette il Nobel per la fisica nel 1903, insieme a Pierre Curie e Becquerel, e il Nobel per la chimica nel 1911: fu la prima donna a vincere un Nobel e ancora oggi è l’unica persona premiata in due diverse discipline scientifiche.
Inglese: la spinta rivoluzionaria di Virginia Woolf
Il contributo delle donne non si è fermato alla scienza. La scrittrice inglese Virginia Woolf, nata nel 1882, fu una pioniera dell’emancipazione femminile e affrontò nei suoi libri temi così all’avanguardia da essere ancora attuali. Una delle sue opere più rivoluzionarie è il saggio “Una stanza tutta per sé” (A Room of One’s Own, 1929), nato da due conferenze tenute nei college femminili di Cambridge: per scrivere, sostiene Woolf, una donna ha bisogno di denaro e di una stanza tutta sua, cioè di indipendenza economica e di spazio per sé.

Woolf usava spesso elementi autobiografici e il flusso di coscienza, come in “La signora Dalloway”. Questa tecnica, usata anche da James Joyce nell’“Ulisse”, sacrifica le strutture tradizionali della scrittura per riprodurre i pensieri dei personaggi così come scorrono, simulando il dialogo interiore. La scrittrice seppe trasformare esperienze personali spesso dolorose in uno stile molto raffinato, apprezzato già in vita e riscoperto con forza dalla critica femminista a partire dagli anni ’70.
Arte: Frida Kahlo, pittrice femminista
La figura con cui chiudiamo questa tesina è ancora oggi uno dei più grandi simboli del femminismo moderno: la pittrice messicana Frida Kahlo, capace come Woolf di trasformare esperienze dolorose in arte. Kahlo iniziò a dipingere quando, dopo un gravissimo incidente d’autobus a 18 anni, fu costretta a letto per mesi: invece di arrendersi, affinò presto la tecnica dell’autoritratto, il genere che più di ogni altro l’ha resa famosa.

Kahlo è diventata così iconica anche perché non si fermò all’arte, ma si impegnò molto in politica, iscrivendosi alla fine degli anni ’20 al Partito comunista messicano. Alla fine degli anni ’30 arrivò il successo internazionale, con mostre a New York e a Parigi. Ancora oggi colpisce la sincerità e l’immediatezza con cui riesce a trasmettere emozioni fortissime, parlando apertamente anche di temi allora controversi, come il dolore fisico, la maternità mancata e la sua bisessualità.
Come preparare la mappa della tesina sull’emancipazione femminile
Per il colloquio d’esame è utile riassumere tutti i collegamenti in una mappa: ti aiuta a ricordare l’ordine del discorso e a passare da una materia all’altra senza perdere il filo. Con Algor puoi creare una mappa concettuale partendo dai tuoi appunti, da un PDF o anche solo dall’argomento, e poi modificarla a mano o con l’AI. Per altri spunti, leggi come fare una tesina efficace e le nostre idee per la tesina di terza media, come la tesina sul razzismo.

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