3 metodi per prendere appunti

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Nina Komadina

May 3, 2023

Tre modi di prendere appunti

Prendere appunti è un’abilità: segui un metodo!

Prendere appunti è alla base del percorso educativo di ogni studente, soprattutto durante l’apprendimento in aula. A maggior ragione quando le lezioni sono frontali, come avviene ancora nella maggior parte delle classi italiane, gli appunti diventano il principale materiale di studio. Per questo conoscere qualche metodo per prendere appunti fa davvero la differenza: il semplice fatto di trascrivere con parole proprie ciò che si ascolta avvia infatti il processo di rielaborazione, memorizzazione e interiorizzazione dei concetti.

Come per molte attività legate allo studio individuale, però, spesso gli studenti vengono lasciati a loro stessi quando si tratta di scoprire una modalità di annotazione adatta a loro. In realtà – anche se in pochi lo sanno – esistono già diverse tecniche per annotare efficacemente quanto viene detto in aula, pensate da esperti dell’educazione per aiutare ogni studente a non perdere le informazioni trasmesse in classe dagli insegnanti.

In questo articolo vedremo 3 metodi per prendere appunti:

  • il mind mapping, cioè prendere appunti con le mappe;
  • il metodo Cornell, il più famoso;
  • l’uso del registratore, per completare gli appunti secondo i propri tempi.

Il Mind Mapping: prendere appunti con le mappe

Se scrivere per punti o in modo discorsivo non si addice al vostro modo di imparare, potete usare un metodo molto più dinamico e intuitivo, che sacrifica un po’ di sistematicità in favore della rapidità. Il mind mapping si presta a molti profili di studenti, in particolare a:

  • chi ha una buona memoria uditiva e riesce facilmente a ricostruire i discorsi delle lezioni a partire da pochi concetti;
  • chi ha una forte memoria visiva e preferisce appunti visivamente differenziati;
  • chi ha un disturbo dell’attenzione (ADHD) e preferisce lavorare per collegamenti mentali e stimoli.

I moderni strumenti di intelligenza artificiale (IA) permettono inoltre di potenziare il mind mapping con possibilità di personalizzazione e di multimedialità prima impensabili, riducendo il lavoro grafico e lasciando più tempo per i contenuti. Ma andiamo un passo per volta.

Schema vuoto di una mappa mentale disegnata su un quaderno ad anelli, con un nodo centrale e cinque nodi colorati collegati
Una delle funzioni delle mappe mentali è la possibilità di prendere appunti, sfruttando la memoria visiva e i collegamenti individuali.

Il mind mapping tra pratica e tecnologia

Prendere appunti con le mappe mentali è particolarmente rapido e permette di sfruttare al meglio l’organizzazione personalizzata degli spazi e dei collegamenti. Per mettere in pratica il mind mapping dovrete:

  1. scrivere al centro del foglio l’argomento principale;
  2. costruire il resto degli appunti collegando i diversi argomenti prima al nucleo e poi a eventuali ulteriori espansioni;
  3. lasciare più spazio possibile tra una sezione e l’altra, così da gestire senza fatica anche argomenti complessi;
  4. eventualmente segnalare i collegamenti tra sezioni diverse con un colore diverso, per ricordare la connessione senza rendere il risultato confusionario.

Questi passaggi possono sembrare generici, ma la sintesi è la capacità davvero centrale in ogni fase del mind mapping: senza di essa si rischia di arrivare ad appunti dispersivi e poco comprensibili. Se vuoi approfondire, qui trovi una guida su come fare una mappa mentale passo dopo passo.

Mappa mentale scritta a mano su un quaderno aperto, con la scritta Mind Map al centro e i rami tutto intorno
L’utilizzo delle mappe mentali con carta e penna richiede una buona gestione degli spazi e può rendere necessario ricopiare delle note prese in classe.

Il mind mapping con Algor Education

Uno dei limiti del prendere appunti con le mappe mentali è legato alle capacità grafiche che questo metodo richiede nella sua forma tradizionale. Con Algor questo ostacolo si supera grazie all’IA: carichi i tuoi appunti, anche come foto del quaderno, o un PDF delle slide, e l’AI crea per te una mappa concettuale con nodi e collegamenti, lasciandoti libero di concentrarti sui contenuti. Puoi creare solo la mappa oppure un Set completo, una guida di studio in sezioni e pagine che contiene anche riassunto, panoramica audio, flashcard e quiz.

Esempio di mappa sulla Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, con il nodo centrale e i rami su eventi, personaggi e data
Esempio di appunti in forma di mappa sulla Dichiarazione d’Indipendenza degli USA creati con Algor Education.

Ciliegina sulla torta è la possibilità di modificare, cancellare e riorganizzare la mappa in qualsiasi momento: con l’editor sposti, rinomini, aggiungi o elimini nodi e collegamenti uno per uno, mentre con la modifica con AI descrivi a parole il cambiamento (per esempio “aggiungi un ramo sulle cause”) e Algor riscrive la mappa per te. Puoi anche personalizzarla come faresti sul quaderno, ma senza fatica: scegli il layout (ad albero, radiale come una classica mappa mentale o compatto), cambi colori e font dei nodi, inserisci immagini, video e audio e, se ti serve, la traduci in un’altra lingua. Per chi ha un disturbo specifico dell’apprendimento c’è anche un font ad alta leggibilità pensato per la dislessia. Dopo un breve periodo di pratica riuscirete a godere di tutti i vantaggi del mind mapping applicato agli appunti, senza passare ore a ridisegnare frecce e riquadri.

Il metodo Cornell, quello più famoso

Il metodo Cornell prende il nome dalla Cornell University, l’università statunitense dello Stato di New York in cui questa tecnica per prendere appunti in classe venne ideata negli anni ’50. Il suo ideatore, il professor Walter Pauk, cercava una soluzione che unisse la massimizzazione del tempo trascorso in aula e un’organizzazione funzionale dello studio a casa.

Studenti seduti in aula che prendono appunti a penna su fogli e quaderni
Il metodo Cornell è uno dei più conosciuti e utilizzati nel mondo e continua a essere usato a più di 70 anni dalla sua creazione.

La strategia è estremamente semplice e per questo la usano moltissimi studenti, anche con esigenze molto diverse tra loro. La linearità del metodo Cornell permette infatti di riadattare gli appunti presi in classe seguendo un percorso di personalizzazione del tutto individuale.

Come funziona il metodo Cornell

Per iniziare a mettere in pratica il metodo Cornell basta dividere il foglio su cui prendete appunti in tre sezioni ben distinte, ognuna con una funzione diversa.

Schema del metodo Cornell: colonna a sinistra per parole chiave e domande, spazio a destra per gli appunti, fascia in basso per il riassunto
Esempio di divisione del foglio per prendere appunti con il metodo Cornell.

Come riempire ciascuno dei riquadri?

  1. Lo spazio più ampio si compila con gli appunti presi in aula, usando abbreviazioni, simboli e concetti chiave. Qui è importante abbandonare la pretesa di trascrivere parola per parola quanto detto dal professore;
  2. la colonna laterale è dedicata alle parole chiave e alle domande sui concetti principali, così da avere una sorta di “indice” di quanto contiene la pagina;
  3. la fascia a fondo pagina accoglie infine un breve riassunto della lezione, insieme a dubbi e considerazioni personali. Questa parte, che potrebbe sembrare marginale, è utile sia per rielaborare i concetti sia nella fase di studio finale.

Il metodo Cornell funziona così bene perché offre da un lato uno schema fisso da seguire per ogni tipo di appunti e dall’altro una serie di riassunti sugli argomenti già trattati in aula. Proprio per questa funzione di “archivio” è molto amato da chi frequenta l’ultimo anno di un ciclo di studi e deve ripassare interi programmi in vista degli esami orali.

Usare il registratore per prendere appunti secondo i propri tempi

Usare il registratore per non perdere le parole dei docenti è uno degli escamotage migliori per avere appunti affidabili e completi. Questo metodo, che va sempre concordato con gli insegnanti, ha diversi punti di forza:

  • la possibilità di completare le annotazioni seguendo i propri tempi, personalizzando il percorso di studio. È un vantaggio prezioso per chi tende a distrarsi o viene rallentato da difficoltà nella scrittura;
  • l’opportunità di ripassare e comprendere meglio concetti complessi o discorsi lunghi riascoltando la voce del docente;
  • l’apprendimento del lessico specifico e, nel caso delle lingue straniere, della pronuncia dei vocaboli, elementi che spesso si perdono perché difficili da fissare solo con la scrittura.

In generale, il registratore si combina bene con gli altri metodi per prendere appunti e funziona come supporto allo studio individuale. Ricordatevi comunque di segnare durante la lezione i punti in cui avrete più bisogno della registrazione, così da ottimizzare il tempo dedicato al riascolto una volta a casa.

Vecchio registratore a bobine di colore grigio su sfondo bianco
Il registratore accompagna gli studenti universitari di tutto il mondo da decenni: perché non espanderne il potenziale anche agli altri livelli di istruzione?

Prendere appunti con il registratore: vecchia e nuova scuola

Anche qui la tecnologia applicata all’educazione ha aperto porte prima impensabili. Facendo le dovute distinzioni, potete scegliere tra due strategie:

  • se volete restare fedeli agli strumenti tradizionali, scegliete un metodo per prendere appunti in aula e, una volta a casa, “riempite i buchi” riascoltando la registrazione dove serve;
  • se volete sfruttare l’IA, potete usare la funzione Trascrivi di Algor: carichi la registrazione audio o video, scegli la lingua parlata e aggiungi i dettagli della lezione, e Algor la trasforma in un testo pulito e ordinato. La trascrizione può restare un contenuto a sé oppure diventare la fonte di un Set, con mappa concettuale e riassunto della lezione pronti da studiare (qui trovi come trascrivere automaticamente un audio o un video in testo).
La Home di Algor Education su desktop, con il menu laterale, il pulsante per creare un Algor Set e le scorciatoie Mind map, Summary e Transcribe
Dalla Home di Algor Education puoi avviare la trascrizione di una lezione registrata oppure creare una mappa o un Set completo dai tuoi appunti.
AUTORE
Algorito Waving

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