Come usare ChatGPT in classe
Nina Komadina
September 11, 2023

Come usare ChatGPT in classe: sette idee pratiche
ChatGPT è oggi uno degli strumenti di chat basati sull’intelligenza artificiale più conosciuti in Italia, e sempre più docenti si chiedono come usare ChatGPT a scuola. Sin dal suo rilascio, nel novembre 2022, ChatGPT ha generato un dibattito intensissimo, spesso incentrato sui suoi aspetti più controversi piuttosto che sulle opportunità che offre; nonostante lo scetticismo diffuso, però, un uso consapevole può agevolare e migliorare il lavoro di moltissime persone, tra cui anche gli insegnanti.
Perché dunque fermarsi ai pregiudizi e non provare a usare questa forma di intelligenza artificiale in classe? Abbiamo preparato una guida pratica che, partendo da un unico esempio (un testo su Napoleone Bonaparte), vi darà sei idee concrete per migliorare l’esperienza didattica con ChatGPT, più un piccolo “bonus” finale dedicato al lavoro individuale di professori e alunni. In questo articolo vedremo come:
- generare un contenuto in prosa;
- sintetizzare un testo di partenza;
- trovare concetti e parole chiave;
- formulare verifiche a partire da un testo;
- passare da testo a mappa concettuale (e viceversa);
- chiedere consigli per migliorare il proprio materiale;
- trovare ispirazione per nuovi metodi didattici e di studio.
Prima di iniziare, un’avvertenza: secondo le condizioni d’uso di OpenAI, ChatGPT è pensato per utenti dai 13 anni in su e i minorenni devono avere il consenso di un genitore. Se lo proponete agli studenti, tenetene conto e seguite le indicazioni della vostra scuola.
Generare un contenuto in prosa
Per cominciare, ChatGPT può essere usato per generare un contenuto in prosa non necessariamente narrativo, ma anche storico, scientifico, geografico e di molti altri ambiti. Soprattutto quando non si scende troppo nel dettaglio, i risultati sono in genere buoni, ma non infallibili: l’AI può commettere errori o inventare dettagli, e le sue conoscenze dipendono dal modello e dai dati su cui è stato addestrato. Per questo è sempre bene verificare le informazioni su fonti affidabili. Il comando (o prompt) che vedete di seguito può essere proposto agli alunni per un primo approccio a un argomento di studio, oppure usato per avere idee sugli aspetti cruciali da includere nel proprio materiale didattico.

Sintetizzare un testo di partenza
La chat permette anche di sintetizzare testi in diverse lingue, con risultati che possono variare in base alla lingua usata. Anche se ChatGPT dà il meglio di sé in inglese, i riassunti in italiano sono di buona qualità. Questa funzione può essere usata sia per agevolare il lavoro individuale, sia per proporre agli studenti materiali più concisi in aula, magari chiedendo loro di ampliarli con le conoscenze già acquisite.

Trovare concetti e parole chiave in un contenuto
ChatGPT non si ferma al semplice riassunto: permette anche di individuare concetti e parole chiave presenti in un testo di partenza. Questa funzione può essere utile, ad esempio, agli studenti con dislessia come supporto preliminare prima di affrontare il materiale di studio, così da agevolare la lettura.

Un esercizio interessante potrebbe essere fornire questi elementi agli studenti e chiedere loro di ritrovarli all’interno del testo di partenza. Inoltre, le parole chiave ottenute con ChatGPT formano una comoda lista schematica su cui basare il ripasso, allenare le capacità di analisi e approfondire la conoscenza di un contenuto.
Formulare verifiche a partire da un testo
Proseguendo, ChatGPT permette di creare velocemente verifiche di diverse tipologie a partire dai testi inseriti. Per gli insegnanti è un aiuto concreto, vista la rapidità con cui propone domande aperte e a risposta multipla; gli studenti, invece, possono usarlo come metodo di autoverifica mentre consolidano i concetti. Le domande generate a partire da un testo possono anche diventare attività di gamification o di confronto sulla lezione appena svolta, rendendo le lezioni più dinamiche e coinvolgenti. Come sempre, però, domande e soluzioni vanno ricontrollate prima di usarle in classe.

Passare da testo a mappa concettuale (e viceversa)
Questa intelligenza artificiale può essere usata anche per la schematizzazione logica dei testi, individuando i collegamenti tra i vari concetti e andando oltre la semplice suddivisione in parole chiave. Come potete vedere nell’immagine che segue, però, in una normale conversazione ChatGPT restituisce la mappa sotto forma di rappresentazione testuale: una serie di caratteri che l’occhio umano riconosce come uno schema molto scarno, oppure un codice da copiare e incollare in un altro programma.

Il procedimento inverso, cioè partire da una mappa concettuale per ottenere un testo in prosa di senso compiuto, è possibile ma piuttosto macchinoso, e ve lo sconsigliamo. Funziona meglio, invece, chiedere di riorganizzare in una tabella le informazioni contenute in un testo ed eventualmente integrarla con altri dati, generati da ChatGPT oppure inseriti da voi.
Ad esempio, potreste usare il prompt “genera una tabella a due colonne in cui a sinistra ci sono le date e a destra gli avvenimenti del primo testo che hai generato” e poi scrivere “integra questa tabella con le date specifiche dei ranghi ottenuti da Napoleone nell’esercito e le maggiori conquiste nell’Europa continentale”. Il risultato potrà poi essere riconvertito in testo, ottenendo una versione più completa e specifica in base al tipo di lezione che volete proporre.

Un’alternativa più convincente per le mappe: Algor Education
ChatGPT può dunque offrire un’interessante base di partenza per creare mappe mentali e concettuali utili allo studio, al brainstorming e all’organizzazione; tuttavia, la risposta è difficilmente utilizzabile così com’è come materiale di studio, perché resta testuale e poco stimolante. Se volete ottenere mappe in modo automatico partendo dai vostri testi, la scelta migliore è Algor Education, pensato proprio per lo studio (qui trovate il nostro confronto tra ChatGPT e Algor).

Algor Education usa l’intelligenza artificiale per trasformare automaticamente il materiale che carichi (PDF, documenti Word, immagini e foto, testo incollato, link web o YouTube) oppure un semplice argomento in un Set: una guida di studio organizzata in sezioni e pagine, con mappe concettuali, riassunti e panoramica audio, da cui avviare anche flashcard e una verifica personalizzabile. Per un insegnante questo significa abbattere i tempi di preparazione del materiale didattico: puoi indicare per chi è il contenuto (ad esempio una classe di terza media) e scegliere linguaggio, formato e quantità di esempi. Le mappe restano modificabili sia con l’editor, nodo per nodo, sia descrivendo a parole la modifica con l’AI, e si possono personalizzare anche nella grafica: si cambia il layout (ad albero, radiale o compatto), si scelgono colori e font dei nodi e si inseriscono immagini, video e audio, come nell’esempio sull’arte romantica. La mappa si può anche tradurre automaticamente in un’altra lingua, e il Set si può condividere con la classe assegnando agli studenti il ruolo di Learner.
Chiedere consigli per migliorare il proprio materiale
ChatGPT è anche un ottimo strumento per analizzare e migliorare contenuti già esistenti, individuando strategie comunicative più efficaci che rendano coinvolgenti i materiali proposti agli alunni. Come potete vedere dall’esempio che segue, potete sfruttare questa possibilità sia per chiedere consigli generici, sia per riadattare lo stesso materiale in base all’obiettivo che volete raggiungere.

Poter riformulare le domande e ottenere risposte nuove permette ai professori di usare conversazioni diverse quasi come “cartelle”, differenziando il lavoro senza sacrificare coerenza e organizzazione. È un’operazione molto utile soprattutto per chi deve proporre lo stesso argomento a livelli differenti, o addirittura in contesti diversi. Un accorgimento da adottare sempre con ChatGPT: per evitare risposte sbagliate o fuori tema, cercate di essere il più chiari possibile, esplicitando anche gli elementi che a voi potrebbero sembrare scontati.
Trovare ispirazione per nuovi metodi didattici e di studio
Un ultimo utilizzo, ma non meno importante, riguarda l’ampliamento dei propri orizzonti didattici, sia per gli insegnanti sia per gli studenti. Partendo sempre dallo stesso testo, potreste chiedere all’intelligenza artificiale “consigli sui metodi didattici con cui proporre il seguente testo a dei ragazzi di terza superiore”: vi verranno suggeriti diversi approcci allo stesso argomento, cuciti addosso alle vostre esigenze.

La stessa logica si può applicare alla scoperta di nuovi metodi didattici sviluppati da educatori di tutto il mondo. In questo caso ChatGPT offre diversi spunti da approfondire in un secondo momento, facendo riferimento anche ad altre fonti e materiali. Se volete allargare lo sguardo, abbiamo raccolto anche altri strumenti di AI utili per i docenti e i pro e contro di ChatGPT per fare i compiti.
Faq