Tesina di terza media su “La pallavolo”

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Nina Komadina

March 29, 2023

La pallavolo

Tesina di terza media su “La pallavolo”

Soprattutto dopo i grandi successi delle nazionali italiane, come l’oro olimpico conquistato dalla squadra femminile a Parigi 2024, la pallavolo ha sempre più pubblico e popolarità. Questo sport, in cui l’Italia è tradizionalmente tra le migliori al mondo, è tornato sotto le luci dei riflettori, diffondendo una cultura della disciplina che va oltre il semplice gioco. Per questo può essere un’ottima idea dedicare alla pallavolo la tesina di terza media, collegando tra loro le varie discipline scolastiche. Anche se la tesina non è obbligatoria, per il colloquio orale dell’esame molti studenti preparano un percorso di collegamenti: se cerchi altri spunti, leggi le nostre idee per la tesina di terza media o la tesina sul calcio.

I collegamenti possibili, che analizzeremo di seguito, potrebbero essere:

Storia: la nascita della pallavolo

Il punto di partenza ideale per parlare della pallavolo in una tesina di terza media è certamente la sua storia. Pur avendo diversi antenati sin da tempi molto antichi, la data di nascita riconosciuta di questo sport è il 1895, negli Stati Uniti, quando l’istruttore William G. Morgan inventò un gioco chiamato “mintonette”. Inizialmente pensata per essere fisicamente poco impegnativa, ha nel tempo raggiunto livelli di competitività estremamente elevati, con gli atleti contemporanei che sono veri e propri professionisti al pari di molti altri sportivi.

Il periodo in cui nacque la pallavolo era, dal punto di vista internazionale, estremamente complesso. In un mondo in transizione e in continuo avanzamento tecnologico, il sistema globale si basava sull’equilibrio di potenza tra le grandi potenze europee, come tipicamente succede quando non ci sono Paesi nettamente superiori agli altri.

Francobollo dell’URSS del 1984 con due pallavoliste che saltano a rete
Francobollo sovietico del 1984 dedicato alla pallavolo: l’URSS è la nazionale con più titoli mondiali vinti, sia nel torneo maschile sia in quello femminile.

In un mondo quasi “sospeso”, in cui le monarchie europee sembravano ancora in ottima salute, la pallavolo restò per anni un gioco soprattutto americano: arrivò in Europa con i soldati statunitensi durante la Prima guerra mondiale, ma si diffuse davvero dopo la Seconda, quando nel 1947 nacque a Parigi la Federazione internazionale (FIVB). Questa diffusione può essere letta come un riflesso dei processi storici del Novecento: gli USA si legarono sempre di più all’Europa, che ne assorbì anche molti aspetti culturali, mentre durante la Guerra Fredda il blocco sovietico fece dello sport, pallavolo compresa, un terreno di sfida e di prestigio.

Inglese: il sistema sportivo negli USA

Il sistema sportivo da cui arriva la pallavolo è però molto diverso da quello che conosciamo in Europa. Innanzitutto, viste le enormi distanze da coprire per le gare in trasferta, i campionati statunitensi dei maggiori sport sono spesso suddivisi in grandi raggruppamenti geografici, come la Eastern e la Western Conference del basket NBA. Al termine della Regular Season, la stagione regolare, le squadre migliori si sfidano nei playoff, un torneo ad eliminazione diretta che assegna il titolo di campione.

Pallavoliste giovanissime si contendono la palla a rete, viste dall’alto
Per il sistema su cui si basa, la pallavolo statunitense inizia ad essere iper-competitiva sin dalla giovane età.

Inoltre, il sistema della pallavolo giovanile degli USA è molto significativo poiché ci fa comprendere anche una parte del sistema scolastico e culturale a stelle e strisce. I giovani atleti che vogliono avere un futuro professionistico vengono solitamente inseriti nelle squadre dei college, che giocano un campionato a sé stante raggiungendo livelli anche estremamente alti. La competitività è tanto alta che le università, sia pubbliche sia private, offrono borse di studio (athletic scholarship) anche molto significative ai migliori pallavolisti, contendendoseli esattamente come accade nel mondo professionistico.

Educazione fisica: le regole della pallavolo

Ma facciamo un passo indietro: come funziona la pallavolo? Sul rettangolo di gioco si sfidano due squadre da sei giocatori. Il campo misura 18x9 metri ed è diviso dalla rete in due metà quadrate di 9x9 metri. Lo scopo del gioco è riuscire a far cadere il pallone sul suolo del campo avversario: per questo, quando si manda il pallone fuori dal campo o lo si lascia cadere dal proprio lato della rete, il punto viene assegnato all’altra squadra.

Pallavoliste in maglia gialla abbracciate in cerchio durante una partita
Una regola non scritta della pallavolo è di non esultare mai in faccia agli avversari, ma voltarsi e raccogliersi con la propria squadra in segno di fair play.

Dopo aver messo la palla in gioco con la battuta, ogni squadra ha a disposizione al massimo tre tocchi per rimandarla dall’altra parte della rete, e lo stesso giocatore non può toccarla due volte di seguito (il tocco a muro non conta). Nella pallavolo moderna, estremamente tattica oltre che fisica, c’è una chiara divisione dei ruoli dei giocatori in modo tale da massimizzare le possibilità sia di difesa che di attacco:

  • Libero: ruolo introdotto alla fine degli anni ’90, è lo specialista della ricezione e della difesa. Non può battere, murare né attaccare la palla sopra il bordo della rete: per questo, come si nota guardando una qualsiasi partita, indossa una maglia di colore diverso da quella dei compagni;
  • Palleggiatore: al contrario del libero, il palleggiatore non ricopre quasi mai un ruolo di difesa. A questa figura spettano solitamente tutti i secondi tocchi, perché ha il compito di impostare il gioco e scegliere quale schema mettere in atto come piano di attacco;
  • Ruoli d’attacco: sono gli schiacciatori (o “bande”) e l’opposto, che hanno spesso una grande prestanza fisica perché sono incaricati di attaccare il campo avversario. La differenza tra le due posizioni è che gli schiacciatori partecipano anche alla ricezione della battuta, mentre l’opposto di solito ne è esentato ed è il principale finalizzatore del gioco;
  • Centrali: in difesa il loro compito principale è il muro e di norma non ricevono. Sono solitamente i giocatori più alti della squadra e in attacco sfruttano l’“effetto sorpresa” degli schemi più rapidi, come il “primo tempo”.

Scienze: il moto parabolico

Un concetto scientifico fondamentale per comprendere la pallavolo è quello del moto parabolico – solitamente studiato per quanto riguarda i proiettili. Esso viene definito come:

“Il moto di un corpo che, partendo con una velocità iniziale e un certo angolo, percorre una traiettoria parabolica sotto l’azione della sola accelerazione di gravità” (Youmath.it)

Lo studio di questo tipo di moto richiede l’utilizzo di un piano cartesiano in cui identificare le coordinate sia del corpo, sia della traiettoria che esso percorre grazie alla spinta iniziale e alla forza di gravità. Queste formule sono particolarmente utili per descrivere le traiettorie del bagher, dell’alzata e della battuta (soprattutto quella dal basso). Anche le schiacciate seguono in teoria una parabola, ma sono così veloci e tese da sembrare quasi rettilinee; in più, la rotazione impressa alla palla la fa “cadere” prima del previsto, per il cosiddetto effetto Magnus.

Tecnica: il ruolo dell’automazione negli allenamenti

Il moto del pallone non è l’unica occasione in cui la scienza si mette a disposizione della pallavolo. Il progresso tecnologico ha portato nello sport sistemi sempre più avanzati: da un lato il video check, che con le telecamere aiuta gli arbitri a giudicare le azioni dubbie, dall’altro l’automazione nella fase di allenamento degli atleti.

Illustrazione di un robot umanoide con cappellino che fa girare un pallone da pallavolo su un dito
L’introduzione della tecnologia e dell’automazione negli allenamenti ha aiutato la pallavolo a raggiungere livelli di prestazione un tempo impensabili.

Come tutti gli sportivi sanno, per raggiungere risultati eccellenti è fondamentale costruire una solida memoria motoria da mettere in campo durante le partite ufficiali. Oggi, grazie a macchine sparapalloni appositamente sviluppate, i palloni possono essere alzati agli attaccanti sempre nello stesso modo, così che sviluppino una coordinazione ottimale, oppure lanciati con grande potenza e velocità verso i giocatori in difesa, perché si allenino ad alti livelli in ricezione.

Geografia: Turchia, la patria della pallavolo femminile contemporanea

Sia per lo sviluppo del gioco sia per gli investimenti nelle strutture, una delle patrie moderne della pallavolo è senza dubbio la Turchia, soprattutto per quanto riguarda il settore femminile. Ormai ad altissimi livelli da anni, le squadre turche arrivano spesso alle fasi finali delle maggiori competizioni, sia per nazionali sia per club: basti pensare ai numerosi titoli europei vinti da club come il VakifBank Istanbul.

Veduta di Istanbul dal mare con una grande moschea e i traghetti sul Bosforo
Istanbul, città più popolosa della Turchia, è uno degli emblemi della fusione di diverse culture e tradizioni, soprattutto europee e asiatiche.

Questo Stato, particolare perché si trova a cavallo tra Europa e Asia sia geograficamente che culturalmente, è formato da un vasto altopiano interno, l’Anatolia, circondato da montagne e affacciato su quattro mari (Mar Nero, Mar di Marmara, Egeo e Mediterraneo). Per questo il clima cambia molto da zona a zona, con una piovosità non omogenea: all’interno è continentale, con inverni freddi ed estati calde e secche, mentre sulle coste meridionali e occidentali si può parlare di clima mediterraneo. In Turchia si possono trovare coltivazioni di grano e cereali, nonché numerosi allevamenti - solitamente di animali da lana. Nonostante queste specializzazioni agrarie, la maggior parte della popolazione si concentra nelle grandi città, tra cui spiccano Istanbul e la capitale, Ankara, entrambe sopra i 5 milioni e mezzo di abitanti.

Educazione Civica: Paola Egonu, tra pallavolo e uguaglianza

Proprio in Turchia, nel VakifBank Istanbul, ha giocato per una stagione (2022-2023) una grande eccellenza italiana, l’opposta Paola Egonu, poi tornata in Italia al Vero Volley Milano. La campionessa si è distinta non solo come una delle migliori pallavoliste al mondo, ma anche come esempio di rispetto e di impegno per i diritti civili. Nonostante gli attacchi razzisti e omofobi, infatti, Egonu non ha mai avuto timore di esporsi e battersi per una società più inclusiva e basata sul rispetto delle diversità, oltre ad essere tra le più corrette giocatrici anche sul rettangolo di gioco.

Musica: la novità della Soundtrack Volley

Rifacendo il giro e tornando in Italia, altro luogo d’eccellenza pallavolistica a livello mondiale, troviamo un fenomeno musicale legato alla pallavolo molto interessante da studiare. In un processo che, anche grazie alla globalizzazione, ha avvicinato sempre di più lo sport al mondo dell’intrattenimento, la Serie A ha rilasciato la propria playlist ufficiale a gennaio 2023.

Telecamera televisiva che riprende una partita di pallavolo in un palazzetto
La pallavolo, così come gli altri maggiori sport, viene trasmessa in diretta per il grande pubblico – creando grandi introiti pubblicitari e per i diritti d’autore e riproduzione.

Questa decisione ci parla di tre fenomeni molto interessanti:

  1. La spettacolarizzazione del mondo sportivo, soprattutto nelle discipline giocate indoor (come hockey su ghiaccio, pallavolo e pallacanestro);
  2. L’ideazione di una vera e propria colonna sonora ad hoc per accompagnare le partite di pallavolo;
  3. Il mondo dell’industria musicale moderna, sempre più improntata sugli introiti derivanti dai diritti d’autore.

La composizione dei brani, pensati per accompagnare ogni fase del tifo, dall’entrata in campo dei titolari fino all’accompagnamento dei contenuti pubblicati sui social network, è stata affidata al direttore artistico Marco Caronna. L’autore ha dichiarato che questa sfida, sicuramente impegnativa, ha avuto anche una portata artistica inedita: la ricerca della trasposizione in musica dei movimenti della pallavolo, della sua armonia e della sua potenza, per richiamare gli aspetti più esaltanti.

Arte: il futurismo, arte del moto

Ma la musica non è l’unico reame artistico in cui il moto ricopre un ruolo fondamentale. Esattamente come Caronna ha cercato di fare con la pallavolo di massimo livello, il futurismo italiano ha fatto della rappresentazione del movimento e della velocità il suo tema centrale. Nato nel 1909 con il Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti, come esaltazione della macchina, dell’aggressività e della modernità, dal punto di vista pittorico fu caratterizzato da uno stile molto dinamico che cercava di ridefinire il concetto di spazio.

Grafica astratta a bande orizzontali di colori caldi e freddi che richiama il dinamismo futurista
Le linee nette e il dinamismo del futurismo ispirarono un’intera epoca, e il movimento finì per legarsi anche alla cultura del fascismo.

Per rappresentare il movimento i futuristi partirono dalla lezione del divisionismo, la tecnica di fine Ottocento da cui provenivano pittori come Umberto Boccioni e Giacomo Balla. Tramite piccoli tratti di colore puro, fini e ravvicinati ma non mescolati, questa tecnica permetteva di esaltare i contrasti e la luminosità del colore; i futuristi la usarono per rendere la simultaneità e lo scorrere del tempo, scomponendo le figure in linee di forza e facendo fondere gli oggetti con lo spazio, senza contorni definiti. Un esempio perfetto per la tesina è “Dinamismo di un cane al guinzaglio” di Balla (1912), in cui zampe e guinzaglio si moltiplicano per suggerire la corsa.

Una volta scelti i collegamenti, conviene riassumerli in una mappa da portare all’orale. Con Algor puoi creare una mappa concettuale online partendo da un argomento, come “La pallavolo”, oppure dai tuoi appunti, e poi modificarla a mano nell’editor per aggiungere le materie del tuo percorso. Ecco come potrebbe presentarsi la mappa di questa tesina.

Mappa dei collegamenti per la tesina di terza media sulla pallavolo, con al centro il titolo e intorno le materie illustrate da immagini
Il percorso della tesina sulla pallavolo tradotto in forma di mappa dei collegamenti, realizzata con Algor.
AUTORE
Algorito Waving

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