Tesina di terza media su “Il cinema”
Nina Komadina
March 21, 2023

Tesina di terza media sul cinema
Il mondo contemporaneo è caratterizzato da una società fondata sull’immagine, fenomeno amplificato dalla moltiplicazione degli schermi. Questo processo ha le sue origini nel cinema, che per primo ha reso accessibili alle grandi masse immagini create per intrattenere. Proprio per i suoi risvolti che vanno oltre le sale di proiezione, una tesina di terza media sul cinema offre moltissimi spunti interessanti, con cui divertirsi oltre che imparare.
I collegamenti possibili, che analizzeremo di seguito, potrebbero essere:
- Tecnologia: gli antenati del cinema, dalle ombre cinesi ai fratelli Lumière;
- Scienze: come funziona la proiezione;
- Arte: le locandine cinematografiche;
- Storia: il cinema e la propaganda nella Seconda guerra mondiale;
- Educazione civica: “Il grande dittatore” di Chaplin;
- Geografia: gli Stati Uniti e Hollywood;
- Italiano: Pier Paolo Pasolini, scrittore e regista;
- Musica: le colonne sonore.
Tecnologia: come si è arrivati al cinema?
Molti appassionati credono che la nascita del cinema coincida con le invenzioni dei fratelli Lumière alla fine del XIX secolo, ma ignorano le premesse che l’hanno resa possibile. È vero: la prima proiezione pubblica a pagamento del loro cinematografo, a Parigi nel dicembre del 1895, e film come quello del treno che entra in stazione hanno segnato un momento cruciale nella storia dei media moderni. Dal punto di vista artistico e comunicativo, però, l’essere umano ha sempre cercato di riprodurre immagini in movimento per raccontare storie.
Uno degli antenati del cinema è per esempio il teatro delle ombre cinesi, che con luci e accompagnamento musicale metteva in scena storie della tradizione popolare dell’Estremo Oriente. Questa forma di spettacolo può essere considerata un’antenata del cinema perché usava già il concetto di schermo: un telo semitrasparente illuminato da dietro. Gli spettatori non vedevano direttamente le figure mosse dagli artisti, ma solo le loro sagome proiettate, un po’ come succede oggi davanti al grande schermo.

Scienze: il funzionamento della proiezione
Oggi la grande produzione cinematografica usa quasi solo strumenti digitali. Alle origini, però, la proiezione sfruttava abilmente le proprietà della luce: la pellicola, formata da una lunga serie di fotogrammi, scorreva dentro il proiettore davanti a una forte sorgente luminosa, e un sistema di lenti ingrandiva le immagini e le proiettava sul grande schermo.

Le lenti funzionano grazie al fenomeno della rifrazione della luce, che devia i raggi e permette di ingrandire l’immagine. Ma perché le immagini sembrano muoversi? Il merito è dei nostri occhi e del nostro cervello: quando vediamo scorrere rapidamente una sequenza di immagini fisse (al cinema, di solito 24 fotogrammi al secondo), le percepiamo come un movimento continuo. Nel tempo cinema e fotografia si sono influenzati a vicenda, in una crescita che ha portato fino agli effetti speciali digitali e all’ultra-HD che conosciamo oggi.
Arte: le locandine, l’arte del cinema
Per far conoscere i film e renderli attraenti per quante più persone possibile, ben presto si iniziarono a creare locandine che funzionassero come vere e proprie pubblicità. Fin dall’inizio si puntò sulla resa grafica, che doveva essere immediata, con forme non troppo complesse. Anche i colori delle locandine sono spesso molto accesi, perché devono catturare lo sguardo del possibile spettatore.

Il mondo dei manifesti cinematografici si è evoluto velocemente ed è presto diventato un’espressione artistica a sé, anche perché la locandina deve evocare in un colpo d’occhio le emozioni del film. Per questo si iniziarono presto ad affidare i manifesti a grafici e illustratori professionisti, come lo statunitense Saul Bass, autore di celebri manifesti per i film di Hitchcock, o l’italiano Ercole Brini.
Storia: il ruolo del cinema nella Seconda guerra mondiale
Fin dalla sua nascita, il cinema si è rivelato un mezzo potentissimo. La sua capacità di raggiungere e colpire intere masse emerse in modo particolare negli anni della Seconda guerra mondiale, quando molti governi usarono i film per scopi politici. Qualche esempio:
- negli Stati Uniti Hollywood produsse già prima dell’entrata in guerra film di denuncia contro il nazismo, come “Confessioni di una spia nazista” (1939); dopo il 1941 il cinema servì a mobilitare la popolazione, per esempio con la serie di documentari “Perché combattiamo” di Frank Capra;
- in Italia Mussolini costruì una parte importante del suo consenso anche grazie all’Istituto Luce, che produceva cinegiornali e documentari (la cui proiezione nelle sale era obbligatoria), e a Cinecittà. Con il controllo della produzione e una rigida censura, il fascismo fece del cinema un vero e proprio strumento di propaganda;
- anche nella Germania di Hitler il cinema era controllato dal ministero della Propaganda di Joseph Goebbels. Accanto a molti film di puro intrattenimento, il regime produsse opere celebrative come “Il trionfo della volontà” (1935) di Leni Riefenstahl e film apertamente antisemiti come “Süss l’ebreo” (1940).
Educazione civica: il cinema ideologico di Chaplin
Negli stessi anni l’attore e regista inglese Charlie Chaplin realizzò uno dei più grandi capolavori della storia del cinema, “Il grande dittatore” (1940), in cui immaginava uno scambio di persona tra un umile barbiere ebreo e il dittatore Hynkel, una parodia di Hitler. Chaplin, diventato celebre con i suoi film muti, girò qui il suo primo vero film parlato e scrisse per il finale uno dei discorsi più potenti della storia del cinema, tanto che ancora oggi viene ripreso e citato da artisti di tutto il mondo, come nella canzone “Iron Sky” di Paolo Nutini. Il discorso non combatte solo l’antisemitismo e le dittature, ma anche una società che mette la produzione e l’avidità davanti alle persone, trattandole come macchine.

Geografia: gli Stati Uniti, patria del cinema
Il centro più famoso dell’industria cinematografica mondiale è Hollywood, un quartiere di Los Angeles, in California, lo Stato della costa occidentale che si affaccia sull’oceano Pacifico. La California è una delle zone degli Stati Uniti con i rilievi montuosi più giovani, legati al movimento di placche ancora attive lungo la faglia di Sant’Andrea, che causa frequenti terremoti. Il clima di Hollywood è simile a quello di gran parte della costa californiana: mediterraneo, con estati calde e secche e inverni miti.

La “capitale mondiale del cinema” è anche una perfetta rappresentazione della grande varietà della popolazione statunitense. Los Angeles è una delle città più multietniche degli Stati Uniti, con grandi comunità di origine latinoamericana, asiatica, africana ed europea. Un mix favorito dai forti flussi migratori, con persone arrivate da tutto il mondo in California anche per inseguire il sogno delle luci della ribalta.
Italiano: la figura di Pasolini, scrittore regista
Il cinema è un’arte così complessa e affascinante che non mancano grandi intellettuali che si sono cimentati nella regia. Uno degli esempi più importanti in Italia è Pier Paolo Pasolini, poeta e scrittore, che nei suoi film cercò di raccontare la realtà più cruda, spesso rovesciando gli schemi tipici dell’industria cinematografica. Scelse spesso attori non professionisti per dare autenticità alle riprese, concentrandosi sul contenuto del racconto.

La produzione cinematografica di Pasolini, parallela a quella letteraria, si può dividere in tre grandi fasi:
- all’inizio, con “Accattone” (1961) e “Mamma Roma” (1962), fu vicino al neorealismo, la corrente tipica del secondo dopoguerra italiano, raccontando le borgate romane;
- negli anni ’60 affrontò temi più simbolici e di grande spessore culturale, con film ispirati al cristianesimo (“Il Vangelo secondo Matteo”, 1964) e alle tragedie greche (“Edipo re”, 1967, e “Medea”, 1969);
- negli ultimi anni scelse di trasmettere attraverso la cinepresa messaggi provocatori e spesso molto forti, affrontando temi politici per scuotere l’opinione pubblica e criticare la società dei consumi.
Musica: le colonne sonore
Il cinema non sarebbe quello che conosciamo senza le colonne sonore che accompagnano le scene. All’epoca del cinema muto la musica veniva suonata dal vivo in sala, di solito da un pianista o da una piccola orchestra, perché non esisteva ancora la tecnologia per registrarla sulla pellicola. Con l’arrivo del sonoro, alla fine degli anni ’20, nacquero le prime vere e proprie colonne sonore.

Dal punto di vista musicale, le colonne sonore completano il film in diversi modi:
- quelle più classiche sono solo strumentali, anche se possono contenere vocalizzi o melodie cantate da cori;
- molte colonne sonore usano brani già esistenti, sia recuperati dal passato sia scelti tra i successi del momento;
- alcuni compositori (come Michael Giacchino, autore delle musiche di “Up”) costruiscono la colonna sonora attorno a un’unica melodia molto riconoscibile, che viene riadattata nel corso del film in base a ciò che succede nella storia.
Quest’ultima tecnica riprende in parte il leitmotiv reso celebre da Wagner nelle sue opere, cioè un tema musicale associato a qualcosa di specifico nella narrazione: un personaggio, un luogo o un oggetto importante.
Come preparare la mappa della tesina sul cinema
Per l’esame orale è utile riassumere tutti questi collegamenti in una mappa, così da ricordare l’ordine del discorso e passare da una materia all’altra con naturalezza. Con Algor puoi creare una mappa concettuale partendo dai tuoi appunti, da un PDF o anche solo dall’argomento “Il cinema”, e poi sistemarla a mano o con l’AI. Se vuoi altri spunti, leggi come fare una tesina efficace e le nostre idee per la tesina di terza media.

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